Gioco
L’INVASIONE A QUATTRO ZAMPE DEL PIANETA
di RAFFAELE PALUMBO Me lo ricordo bene quando sono arrivato qui sulla Terra. L’astronave-madre aveva fatto un viaggio di parecchi anni-luce. Una vera rottura, ti assicuro, nonostante io e gli altri...
di RAFFAELE PALUMBO
Me lo ricordo bene quando sono arrivato qui sulla Terra. L’astronave-madre aveva fatto un viaggio di parecchi anni-luce. Una vera rottura, ti assicuro, nonostante io e gli altri si sia rimasti ibernati per tutto il tempo. E insomma arrivo qui e ti vedo questo bel pianeta colorato, tutto verde e azzurro e bianco, con un’aria fresca e profumata. Un paradiso, ti dico. Eravamo contenti di questo nuovo mondo, ma certo non potevamo farlo vedere: dovevamo starcene nascosti tutto il giorno e prepararci per l’invasione.
Il colonnello mi trasformò dopo pochi giorni. Io scelsi un bel travestimento, un innesto in un corpo di un maschio giovane e atletico. Non era passato che qualche giorno e già avevo trovato casa. Una ragazza, carina e simpatica. Francesca, un bel nome. Facevamo lunghe passeggiate in campagna, mi raccontava tutti i suoi problemi, mi abbracciava: era innamorata di me. Cucinava bene, e io mi ero subito abituato ai cibi terrestri, che non sono niente male. Di nascosto da lei continuavo a tenermi in contatto con il colonnello e gli altri, anche loro nei nuovi corpi, anche loro tutti accasati. Avevamo creato una rete di contatti fitta e sicura: ci trovavamo per strada, come per caso. “Non vi affezionate” ci dicevano i capi, “ricordatevi che questo è il pianeta che dobbiamo invadere e fare nostro!”. Sì, era vero. Tutti gli altri sembravano sicuri e fiduciosi. Ma la notte, ti dico, tanti dubbi mi tormentavano: come facevo a tradire Francesca? Come potevo rinunciare ai croccantini, alla cuccia accogliente, alla ciotola sempre piena di acqua, al mio amico veterinario? Bau bau.
(Raffaele Palumbo,
novelliere)
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