Il Tirreno

Livorno

Dopo la sberla il contrattacco fra Fortezza e nuovo terminal

di Mauro Zucchelli
Dopo la sberla il contrattacco fra Fortezza e nuovo terminal

In pista un ponte mobile per collegare l’antico fortilizio alla città. Piccini: pronta fra un mese la nuova infrastruttura all’Alto Fondale. Ma bisognava aspettare il tonfo degli arrivi di quest’anno?

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LIVORNO. Pensavamo che le crociere mai avrebbero abbandonato Livorno perché tanto i turisti vogliono "comprare" la Toscana ed è da qui che devono passare, foss’anche in mezzo ai container. Finché non ci siamo svegliati accorgendoci che La Spezia, inventandosi una banchina e presentando come cosa fatta quel che avrà «nel 2017», ci ha sfilato un tot di navi. Meno 23,9% nei primi sette mesi dell'anno (e meno 20% se si arriva a tutto agosto): peggio delle pessimistiche previsioni di Cemar, che a inizio anno pronosticavano un tonfo del 18%, peggissimo delle stime di Risposte Turismo del prof. Di Cesare (che limitavano la flessione tutt'al più al 4%).

La riapertura della Fortezza Vecchia per accogliere i quasi 700 vacanzieri americani della Azamara Journey è il segno – benché sia solo per gruppi e su prenotazione – della Livorno che passa al contrattacco. Con gli annunci, per ora: inutile spiegare che ci vorrà poco per verificare se si tratta di chiacchiere o di svolte concrete. Già adesso le compagnie mandano segnali incoraggianti: Gianni Rotondo, direttore generale di Royal Caribbean Italia, fa parlare i numeri e dice che «nel 2014 saremo a Livorno con 13 navi per un totale di 52 arrivi, qualcosa come 110mila turisti, con una crescita del 30% rispetto a quest’anno».

La prima mossa del contrattacco riguarda le infrastrutture di banchina: Roberto Piccini, presidente della Porto di Livorno 2000, la società pubblica che gestisce il porto passeggeri, annuncia che «contiamo di essere in grado di inaugurare il 4 novembre il secondo terminal crociere a servizio delle navi da crociera che arriveranno agli accosti 46 e 47 dell'Alto Fondale», quelle cioè formato kolossal, troppo lunghe per entrare negli spazi tradizionalmente occupati dalle love boat. Già asfaltati oltre 10mila metri di piazzale e fra poche settimane sarà conclusa la ristrutturazione di un capannone da 2500 metri per check-in e accoglienza croceristi.

Il secondo è un asso nella manica per richiamare qui da noi i turisti: Marco Bertini, direttore della Fondazione Goldoni, lancia l’idea di una sorta di “Cavalleria rusticana” on demand da offrire come spettacolo mattutino ai turisti in un teatro storico, dentro «un percorso nel segno di Mascagni».

Il terzo ha a che fare con l’identikit del fronte che presenta le mosse della controffensiva: in un magnifico ex magazzino sotterraneo della Fortezza, dall’altra parte del tavolo, c’è l’intera gamma delle istituzioni e degli enti collegati (con Giuliano Gallanti per l’Authority, Roberto Piccini per la Porto di Livorno 2000, Roberto Nardi per la Camera di Commercio, gli assessori Mario Tredici e Paolo Pacini per Comune e Provincia, Stefano Romagnoli per la Regione e Marco Bertini per la Fondazione Goldoni). Con una novità: stavolta è in campo la Regione e, se è vero che manca all’appello l’assessore Cristina Scaletti, va detto che il dirigente di settore è venuto ad annunciare che a Livorno sarà sperimentato un progetto-pilota di “Vetrina Toscana” (che poi sarà utilizzato anche negli aeroporti e in altre “porte” d’ingresso alla nostra regione). Tradotto: alcuni spazi in porto diventeranno il luogo in cui i turisti conosceranno la nostra enogastronomia («e, con i vini della nostra costa, parliamo di eccellenze mondiali») e i nostri prodotti artigianali. Un tasto sul quale insiste anche l’assessore provinciale Pacini: fare squadra con tutto il territorio della costa fino all’Elba «è utile per dare una scossa anche alla città».

Tutto torna a bomba: all’utilizzo della Fortezza Vecchia per presentarci a chi arriva dal mare (per favore, chiudete un attimo gli occhi sulla vergogna del rudere-silos che è ancora lì da un fantastiliardo di anni...). L’assessore Tredici ricorda che «sono a disposizione ora 300mila euro per la rifunzionalizzazione dell’antica fortificazione» nata attorno al Mastio di Matilde. Non solo: conferma la possibilità di utilizzare fondi europei per realizzare il ponte mobile che riporterà la Fortezza “dentro” Livorno (e dunque anche a una maggiore fruibilità da parte dei livornesi) perché il collegamento sarà lato città, praticamente davanti alla caserma della Finanza. E l’Authority, per bocca di Gallanti, rincara le promesse: «Un monumento così è un vantaggio competitivo che pochi porti al mondo hanno: mi immagino un museo high tech, una galleria d’arte, il meglio dell’artigianato toscano».

Quante belle idee, quanti progetti straordinari: ma che avevamo un tesoro e tenevamo chiuso al di là di un cancello, era davvero indispensabile aspettare fin qui per accorgersene? «No, non ci siamo svegliati solo ora, – avverte Nardi (Cciaa) – semmai è mutata la consapevolezza della Soprintendenza con una maggior apertura all’uso di beni storici. Ora serve altrettanta apertura da parte della gente: Livorno non è solo dei livornesi ma anche dei turisti. E se, fra crociere e traghetti, ogni anno ne passano più di tre milioni dal porto, perché farli fuggire tutti via?».

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