Gioco
“Cavalleria” in teatro a misura di crocerista Ora il Goldoni invita
LIVORNO. «Pietro Mascagni è conosciuto in tutto il mondo, il suo capolavoro “Cavalleria rusticana” idem: il nostro teatro è in grado di offrire già da subito un allestimento della “Cavalleria” con un...
LIVORNO. «Pietro Mascagni è conosciuto in tutto il mondo, il suo capolavoro “Cavalleria rusticana” idem: il nostro teatro è in grado di offrire già da subito un allestimento della “Cavalleria” con un atto unico da 70 minuti al mattino ai turisti delle navi da crociera all’interno della suggestione unica che può dare un teatro ottocentesco da mille posti come il Goldoni». La proposta «a misura di crocerista» Marco Bertini, direttore della Fondazione Goldoni, la mette sul tavolo dell’incontro con le istituzioni e uno dei massimi rappresentanti di Royal Caribbean nel nostro Paese nel cuore dei sotterranei della Fortezza Vecchia.
È un esempio di quel che si può fare per non restare al solito piagnisteo della Livorno che un tempo era bellissima ma è stata poi devastata dai bombardamenti bellici (che in centro, detto per inciso, hanno lasciato indenni a malapena l’8% degli edifici).
Bertini coglie al volo l’indicazione di Roberto Piccini, numero uno della Porto di Livorno 2000, che poco prima mette l’accento sul fatto che «oggi il turismo va a caccia di emozioni». Il direttore della Fondazione del teatro insiste sul carattere di “alta qualità a bassi costi” e ricorda che l’opera lirica è «ambasciatrice della nostra cultura». Quanto alle suggestioni, la proposta di “Cavalleria” – aggiunge – potrebbe essere inserita in un percorso nel segno di Mascagni all’interno del teatro: Mascagni «ascoltato nella sua città, nel teatro dove anche lui ha diretto e che possiede il piano sul quale ha composto l’opera»...
Ma gli interventi riportano anche alla concretezza dei guai dell’oggi. È lo stesso assessore provinciale al turismo Paolo Pacini a ricordare il problema numero uno: la refrattarietà di Livorno a mettersi in vetrina, a fare dell’accoglienza il modo di rapportarsi con il turista («altrimenti appena tocca terra scappa via»).
È quel che vuole evitare Roberto Piccini, al timone dello scalo passeggeri con la Porto 2000: «È il momento di fare il salto di qualità: forse i risultati non li vedremo domattina, ma sarebbe sciocco evitare di mettersi a seminare perché il frutto non lo avrò immediatamente». E il cambio di passo – insiste – è anche il tentativo di presentarsi non solo come Livorno ma come sistema-territorio: abbiamo vini eccellenti, parchi archeo-minerari, cantine enologiche da sogno, bel mare...
Viene chiesto: sarà davvero garantita agli armatori la certezza dell’accosto? «Credo proprio di sì, – replica Gallanti – altrimenti vuol dire che chiudiamo e buonanotte».
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