Il Tirreno

Livorno

«Camera di commercio, no a bagni di sangue»

«Camera di commercio, no a bagni di sangue»

Confesercenti conquista 4 consiglieri e lancia l’appello: le associazioni ritrovino la fiducia delle imprese

2 MINUTI DI LETTURA





LIVORNO. «Non siamo interessati ai bagni di sangue: useremo la nostra rinnovata forza per far compiere all'ente un passo avanti a servizio delle imprese». È il messaggio lanciato dai vertici di Confesercenti dopo l'exploit che ha visto assegnati all'associazione 4 dei 28 consiglieri che a dicembre eleggeranno il presidente della Camera di commercio.

Nonostante la soddisfazione per il risultato, dal quartier generale di Palazzo Grande mantengono un «basso profilo», invitando le altre associazioni di categoria alla calma e scongiurando guerre fratricide. «Siamo contenti – conferma il direttore Alessandro Ciapini – perché con i nostri 4 consiglieri (2 al commercio, 1 al turismo e 1 ai servizi) saremo tra le realtà più rappresentative del territorio». «Ma se guardiamo la situazione dell'imprenditoria locale – aggiunge – c'è poco da sorridere. La nostra mission è capire perché a Livorno si registrano sempre meno associati. Gli imprenditori iscritti sono il 30% del totale, sta a noi saper cogliere meglio le loro necessità. Anche perché i dati nazionali sono drammatici: in 3 anni oltre 60 mila imprenditori under 35 hanno chiuso, e la durata media delle attività è passata da 14 anni a 24 mesi».

A rivendicare il peso che spetterà alla Confesercenti in Camera di commercio è Massimo Marini (responsabile area livornese): «Finora il nostro ruolo nell'ente è stato marginale. Ma ora saremo più incisivi. L'obiettivo è dare un nuovo impulso alla Camera di Commercio. È necessario un rinnovamento del ruolo, specie in un momento di incertezze politiche e territoriali. L'ente potrebbe essere la cerniera tra Livorno e le aree pisane e grossetane, alle quali le imprese guardano con favore».

Linea soft, infine, anche in merito al possibile candidato alla presidenza. «Con Nardi – ricordano i vertici dell'associazione – abbiamo sempre avuto un rapporto corretto e positivo. Comunque non abbiamo preclusioni o posizioni aprioristiche nei confronti di nessuno». «Certo è – dicono in coro Ciapini e Marini – che le candidature devono venire dalle associazioni, non dall'esterno». E Confesercenti? «Al momento non abbiamo alcun nome da proporre, ma se nelle prossime settimane dovesse cambiare qualcosa, avremo il diritto di avanzare la nostra candidatura».

Giorgio Carlini

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa