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Spi- Cgil: «Adesso basta negare, lo Stato ci ascolti»
«Casi come quello di Domenico sono troppi in Italia, la Regione e lo Stato devono ascoltarci». Enrico Pedini- segretario generale Spi Cgil Livorno- e Enzo Cozzolini - rappresentante del Comitato...
«Casi come quello di Domenico sono troppi in Italia, la Regione e lo Stato devono ascoltarci». Enrico Pedini- segretario generale Spi Cgil Livorno- e Enzo Cozzolini - rappresentante del Comitato mobilitati e esodati di Livorno- (nella foto – Marzi - Pentafoto) lo dicono chiaro e tondo: «Il problema esodati non è risolto solo perché si è messo di parlarne o perché qualche politico si permette di dire che è così. La verità è che la questione è ancora aperta e sono ancora troppi i casi di persone che si trovano all’improvviso senza alcun tipo di reddito ingabbiati nel sistema».
La richiesta che Spi- Cgil insieme al Comitato mobilitati ed esodati è una: «Chiediamo semplicemente che venga fatto un articolo di due righe alla normativa: tutti coloro che entro il 31 dicembre 2011, avevano i giusti requisiti, devono avere diritto alla pensione. Punto. Niente finestre, niente passaggi incomprensibili. A Roma si è scelto invece di complicare tutto generalizzando troppo, senza pensare che basta un errore di un giorno per cancellare il futuro di una persona». Pedini e Cozzolini che hanno seguito il caso di Domenico da vicino fin dall’inizio non mollano: «Faremo di tutto perché la sua situazione venga rianalizzata e continueremo a portare avanti la nostra battaglia. Con la scusa della mancanza di soldi la crisi la stanno pagando i più deboli: i pensionati, costretti a vivere - se va bene - con una pensione minima. Vogliamo che tutti sappiano che noi non lasceremo cadere questo problema nel silenzio».
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