Il Tirreno

Livorno

Il primo giorno di Cosimi da sindaco con la scorta

di Andreas Quirici
Il primo giorno di Cosimi da sindaco con la scorta

I vigili urbani lo hanno accompagnato da casa al Comune e poi a Pisa da dove è volato a Strasburgo Dal municipio meno notizie sui suoi spostamenti. «Quelle parole non possono esser sottovalutate»

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di Andreas Quirici

LIVORNO

Una mattinata apparentemente normale quella di ieri, la prima del sindaco Alessandro Cosimi sotto scorta. Le minacce di morte ascoltate alla radio della centrale del comando di polizia municipale, per ora, hanno avuto l’effetto di incrementare la vigilanza delle forze dell’ordine e di impostare una linea di silenzio sugli spostamenti dello stesso Cosimi. Anche se qualcosa, almeno per ieri, è trapelato lo stesso. «Quelle parole non possono essere sottovalutate», dicono dagli uffici comunali. Intanto la procura ha aperto un fascicolo contro ignoti.

Due appuntamenti. Ieri mattina il sindaco è stato scortato dalla sua abitazione privata in comune dalla polizia municipale, così com’era avvenuto l’altro giorno. In municipio Cosimi aveva in agenda due incontri: il primo con un manager dell’azienda di automotive Trw, il secondo con una delegazione sindacale in rappresentanza dei lavoratori della De Tomaso-ex Delphi. «Siamo arrivati al punto che qualcuno mi minaccia di morte», ha detto il sindaco ai sindacalisti. Un accenno minimo alla vicenda avvenuta nella notte tra domenica e lunedì che denota la volontà di abbassare il volume su una vicenda che è oggetto d’indagine da parte del nucleo di polizia tributaria dei vigili urbani. Una linea tenuta anche dai responsabili dei vari uffici del comune a dimostrazione della calma apparente vissuta ieri.

Un aereo da prendere. «Scusate ma devo prendere un aereo alle 12,30», ha detto Cosimi ai rappresentanti dei lavoratori della De Tomaso-ex Delphi a un certo punto della riunione. Ha salutato tutti molto tranquillamente e se n’è andato. «L’ho incrociato ed era abbastanza sereno», ha spiegato uno dei sindacalisti, sottolineando di non aver notato un clima da “scorta armata” all’interno del palazzo comunale. A quel punto Cosimi è salito in auto diretto all’aeroporto di Pisa per prendere il volo che lo ha portato a Strasburgo per impegni istituzionali, accompagnato dalla scorta fino allo scalo pisano.

La calma apparente. In Comune tutto abbastanza tranquillo. Il clima tra i dipendenti dell’amministrazione e tra i cittadini alle prese con le pratiche burocratiche era piuttosto sereno ieri. Qualche risata dagli uffici, solito chiacchiericcio quasi per sforzarsi che non era successo niente. Un messo comunale e un agente della municipale a presidiare la zona dell’ufficio di Cosimi come ogni giorno da un po’ di tempo a questa parte. Ma sguardi attenti dei due appena qualcuno si presentava loro davanti per chiedere informazioni.

Gli spostamenti del sindaco. La linea di mantenere sotto traccia la vicenda delle minacce comprende ovviamente anche gli spostamenti di Cosimi. «In questo periodo faremo meno annunci pubblici sui suoi impegni - dicono dall’ufficio stampa - Questa decisione rientra nella volontà di parlare il meno possibile della situazione che lo riguarda». È stato proprio il sindaco a suggerire questo atteggiamento, ma è la questura che ha dato mandato di spegnere i riflettori. Le indagini, infatti, proseguono per risalire agli autori delle minacce ripetute tre volte sulle frequenze della polizia municipale e per capire se nascondono un vero tentativo di creare danni fisici ad Alessando Cosimi.

Casa sorvegliata. Così com’era accaduto appena dopo le minacce, la casa privata del sindaco è stata oggetto di sorveglianza da parte della polizia municipale e di agenti della Digos. Una scena che si ripeterà visto che la scorta è stata assegnata ufficialmente a Cosimi. Intanto il sindaco stanotte ha dormito a Strasburgo. Stamani, invece, prenderà di nuovo l’aereo per fare ritorno a Livorno e riprendere la propria attività istituzionale. Provando a far finta che non sia successo nulla.

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