Gioco
«E nel cuore dell’antica fortificazione faremo un museo high tech (in due tappe)»
L'idea è suggestiva, non c'è che dire: una visita, strutturata come se fosse un racconto, sulla storia del porto di Livorno, la sua organizzazione, i luo- ghi, i mestieri, gli uomini che lo hanno...
L'idea è suggestiva, non c'è che dire: una visita, strutturata come se fosse un racconto, sulla storia del porto di Livorno, la sua organizzazione, i luo- ghi, i mestieri, gli uomini che lo hanno segnato e lo segneranno. Un museo aperto a tutti – ma con una particolare attenzione a scuole e studenti – all'in- terno della Fortezza Vecchia, tra la cappella dedi- cata a San Francesco e la scalinata che conduce al Mastio di Matilde, in un edificio a più piani già uti- lizzato negli ultimi anni per iniziative e esposizio-
ni. Non un museo tradizionalmente inteso, con fo- to alle pareti ed oggetti in mostra ma un “esperi- mento tecnologico” da realizzare in collaborazio- ne col prof. Giuseppe Iannaccone (Polo di logistica dell’università di Pisa) con proiezioni immersive, pavimenti interattivi, schermi scorrevoli e audio e video al servizio dell'emozione e del gioco.
Il progetto (non nuovo a onor del vero, visto che l'idea già circolava nel 2012), a cura dell'Autorità Portuale, dovrebbe essere realizzato entro in due fasi distinte: la prima, che va da qui all’ottobre del prossimo anno, dovrebbe prevedere l'utilizzo dei locali di disponibilità immediata all'interno della fortezza, attualmente in concessione all'Autorità Portuale, con interventi minimi da realizzare in 6-9 mesi. La seconda, entro il maggio 2015, ve- drebbe la localizzazione definitiva in Fortezza Vecchia del Port Center, progetto innovativo che prosegue l'esperienza di “Porto Aperto” e ne condivide scopo e obiettivi.
«Dobbiamo abbattere il muro virtuale che divide il porto dalla città e diffondere la cultura portua- le» spiega Gabriele Gargiulo, dirigente dell'Autho- rity, cui fa eco il presidente Gallanti che ricorda come esempi di “Port Center” siano presenti in numerosi porti europei e d'avanguardia (come Genova). Insomma, una struttura permanente ma riconfigurabile, estendibile e modificabile col mu- tare delle idee e degli scenari, per far fronte ad un porto in trasformazione e per svilupparne un'im- magine più moderna, funzionale ed accattivante, lontana dagli stereotipi del porto da cartolina.
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