Gioco
Per gli altri imputati condanne per 10 anni
Solo una delle persone coinvolte affronterà il processo, gli altri hanno tutti patteggiato
LIVORNO. Oltre dieci anni complessivi di condanne per le sette persone coinvolte nel maxi traffico di droga, in particolare cocaina, scoperto dalla guardia di finanza al termine di un’indagine durata oltre un anno.
Tredici, in totale, le persone coinvolte, in un sodalizio criminale al vertice del quale c'erano Deivi Duma, 24 anni, suo padre Eduard, 53, entrambi colpiti nei mesi scorsi da un’ordinanza di custodia cautelare.
È leggendo l'atto di conclusione delle indagini firmato dal pubblico ministero Massimo Mannucci che è possibile ricostruire presunti legami, ma anche tariffe e soprattutto il giro di denaro legato alla spaccio. Questo grazie a decine di intercettazione finite agli atti. Secondo gli investigatori, ad esempio, il ventiquattrenne sarebbe riuscito a guadagnare dalla vendita di cocaina ed eroina «tra i 50 e i 60 mila euro al mese». Non solo soldi per comprare cocaina ed eroina, ma anche orologi di un certo valore e una una pistola compresa di silenziatore. È il baratto nello spaccio di sostanze stupefacenti l'ultima frontiera scoperta dagli investigatori del nucleo mobile della Finanza impegnati nell'inchiesta.
Ieri per gli otto indagati era fissata l’udienza preliminare. Sei di questi hanno scelto di patteggiare. Duma Deivi è stato condannato a 5 anni di reclusione, suo padre Eduard a 3 anni e 4 mesi.
Fabio Digiacomoantonio, 47 anni, a 4 mesi, mentre Petrit Kume, 39 anni, anche lui albanese, a 2 anni, mentre Riccardo Cerrai, 45, ad un anno e otto mesi che sconterà facendo lavori di pubblica utilità all’interno di un’associazione che si occupa di immigrazione.
Ha invece deciso di affrontare il processo Bruno Bugliesi che è stato rinviato a giudizio dal giudice Gioacchino Trovato.
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