Sicurezza
«Nessun reato, la casa è un diritto»
Il comitato monta una tendopoli davanti al Comune: «Faremo assemblea qui»
LIVORNO. «La casa: o ce la date voi o la prendiamo noi», recita uno degli striscioni che i ragazzi del comitato per il diritto alla casa dell'Ex Caserma Occupata hanno appeso davanti alla tendopoli organizzata di fronte al Comune come risposta alle venticinque denuncie arrivate in seguito alle occupazioni abitative del maggio scorso.
Un messaggio chiaro che sintetizza l’idea che sta alla base delle «nostre lotte – spiegano i ragazzi del Comitato – La casa è un diritto e siamo gli unici ad aver avuto il coraggio di intervenire, con la forza proporzionata allo stato di necessità, sull’emergenza abitativa in città. Non abbiamo occupato villette, ma strutture pubbliche che erano abbandonate da anni dando un posto dove stare a tante famiglie che altrimenti sarebbero finite per la strada e riportando alla vita strutture che sarebbero state lasciate a se stesse».
Sono dodici le famiglie che vivono in via degli Asili all’interno della struttura dell’ex Ce.Cu.Po, sei quelle di via delle Sorgenti dove un tempo si trovava la sede dell’ex Circoscrizione 1. E tutti si schierano compatti a fianco dei ragazzi del comitato.
La tendopoli, montata ieri mattina, resterà davanti al Comune anche oggi per protestare, ma soprattutto per fare informazione.
«Vogliamo che le persone sappiano che cosa sta succedendo e vogliamo che conoscano cosa fa il nostro comitato ogni giorno». Per questo ieri sera l’assemblea che settimanalmente si svolge all’interno dell’Ex Caserma è stata organizzata dentro la tendopoli, aperta alla cittadinanza. «Vogliamo dimostrare come opera il nostro sportello, fare sì che le persone conoscano la nostra trasparenza, i nostri principi, le pratiche che alimentiamo. Che siano loro a giudicare se il nostro impegno sia davvero da considerarsi un reato».
Un centinaio di persone, uomini e donne dai diciotto ai quarant’anni, famiglie, studenti e molti, moltissimi precari: sono loro il comitato, un collettivo che in un mondo individualista non smette mai di parlare al plurale. «Ci confrontiamo, ci sosteniamo, lottiamo insieme per diritti che sono di tutti».
E le denunce? «Oltre al danno la beffa – commentano – Non solo il Comune non fa niente di effettivamente concreto per risolvere l’emergenza abitativa in città, ma punisce anche l’unica realtà che cerca di dare una mano a persone che si trovano totalmente abbandonate dal sistema. Senza lavoro, senza casa, senza prospettive».
In più, il comitato sottolinea come «grazie all’occupazione, quegli edifici dimenticati hanno ripreso “vita” e le famiglie che vi abitano vi hanno anche fatto dei lavori per sistemare la struttura in caso di carenze. Ci piacerebbe invece sapere dal Comune cosa vorrebbe fare con quegli edifici. Già in passato dichiarando inagibile l’ex Ce.Cu.Po senza prima chiedere il parere tecnico preciso (e necessario) dei vigili del fuoco e poi dimenticandose, il sindaco ha dimostrato la sua linea di pensiero. Il parere puntualmente arrivò pochi giorni dopo l'occupazione, quando i vigili del fuoco entrarono e dichiararono la struttura agibile, con necessità soltanto di piccoli interventi su una parte del tetto. Ecco quegli interventi li stanno facendo le famiglie che vi abitano».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
