Il Tirreno

Livorno

La scorta per il sindaco dopo le minacce di morte

La scorta per il sindaco dopo le minacce di morte

Una voce maschile l’altra notte si è inserita nel canale radio dei vigili urbani pronunciando tre frasi in pochi minuti: sorvegliati l’abitazione e il municipio

3 MINUTI DI LETTURA





LIVORNO. «Io sparo al sindaco». Queste le parole pronunciate, da una voce maschile, sul canale radio della polizia municipale utilizzato per le comunicazioni di servizio. Sono le 0.40 della notte tra domenica e ieri. Dall’altra parte dell’apparecchio, nella centrale operativa del Comune nuovo, l’operatore richiama l’attenzione dell’ispettore e di altri agenti di turno e lo smarrimento iniziale lascia subito il posto alla preoccupazione: qualcuno è riuscito a inserirsi sulle frequenze riservate ai vigili e lo ha fatto per minacciare Alessandro Cosimi. Una minaccia che arriva quando in città sono in servizio due pattuglie della municipale, di vigilanza nella zona di via Terrazzini. Agenti che si aggiungono ai colleghi in servizio nella sala operativa.

Beh, potrebbe anche trattarsi di uno scherzo di cattivo gusto. Ma non c’è nemmeno il tempo per riflettere su questo dubbio: alle 1.03 la stessa voce maschile e con un accento vagamente livornese, interviene di nuovo per dire «il sindaco domani è morto». Al comando della polizia municipale scatta l’allarme: viene rintracciato telefonicamente il comandante Riccardo Pucciarelli, che a sua volta contatta subito la questura e la caserma dei carabinieri per riferire l’inquietante episodio. A cui, poco dopo, si aggiunge un altro tassello. Sono infatti le 1.08 quando l’operatore e l’ispettore ascoltano nelle cuffie una nuova minaccia: «Ve la siete cercata voi». È la stessa voce che ha chiamato in precedenza. Una voce bassa, roca, come se l’interlocutore la alterasse per non farsi riconoscere. L’ispettore insiste a sollecitare l’uomo per farlo parlare ancora, nel tentativo di localizzare la posizione della “chiamata”, ma a quel punto lui interrompe ogni comunicazione.

Pare che il misterioso interlocutore - prima di chiudere la comunicazione - abbia anche rivolto una frase oltraggiosa nei confronti dei vigili, dopo che questi gli avevano detto di essere in grado di rintracciarlo col radiogoniometro. Ma come ha fatto quella voce a inserirsi nelle frequenze della polizia municipale? Una cosa sembra certa: ha usato una ricetrasmittente e conosceva già le frequenze del canale impiegato dai vigili per le comunicazioni radio (canale che non è impenetrabile e che proprio per questo motivo è in via di sostituzione): insomma, non si è trattato di una interferenza casuale, ma di un’operazione premeditata.

Ecco perché è scaturita la decisione immediata, presa dalla municipale, di potenziare la sorveglianza: per tutta la notte tra domenica e lunedì pattuglie dei vigili e personale della Digos della polizia sono rimasti davanti alla casa del sindaco (servizio ripetuto anche la notte scorsa). Due agenti della municipale lo hanno poi scortato in Municipio ieri mattina e, successivamente, all’aeroporto di Pisa dove ha preso un volo per Bruxelles per partecipare ai lavori del Comitato delle Regioni. Una scorta di fatto, quella in atto per tutelare il primo cittadino e la sua famiglia, anche se la decisione ufficiale è stata rimandata ad oggi: per questa mattina è già stata fissata una nuova riunione in prefettura del comitato tecnico per l’ordine e la sicurezza pubblica che si è già riunito ieri (per il Comune era presente il vicesindaco Bruno Picchi). È stata aumentata anche la sorveglianza interna da parte dei vigili urbani a Palazzo civico.

Intanto ieri mattina nella sala operativa c’è stato un sopralluogo della polizia postale. Gli investigatori stanno indagando per risalire all’autore delle minacce e sono al lavoro per capire se ci sia una traccia attraverso cui poter rintracciare l’apparecchio usato e il luogo dove sia partito il tutto.

Al momento non viene esclusa alcuna ipotesi: può darsi che si tratti di un mitomane, ma gli investigatori sembrano aver preso molto sul serio queste minacce rivolte al sindaco.

Nei mesi scorsi, a giugno, il sindaco Cosimi aveva già ricevuto minacce di morte attraverso una lettera che era stata intercettata al centro di smistamento postale di Pisa.

Alessandro Guarducci

Lara Loreti

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

L'approfondimento
Bolkestein

Spiagge, indennizzi: così verranno risarciti i balneari che perdono le aste – Come si calcola il valore da rimborsare

di Matteo Tuccini