Il Tirreno

Livorno

Il Nautico festeggia i suoi primi 150 anni

di Giulia Mancini
Il Nautico festeggia i suoi primi 150 anni

Il prof. Mumolo striglia le istituzioni: Livorno vive di mare e ha bisogno di formare professionisti veri in questo settore

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LIVORNO. La campanella suona. Gli alunni corrono veloci verso le proprie aule. Il professor Mumolo, quasi novantenne ormai ma con la forza e il cuore giovane come i suoi ragazzi, sorride mentre si guarda intorno sentendosi a casa: sì, l’Istituto Nautico Cappellini è casa sua.

Professore dal 1955 al 1975 e poi preside fino al 1995, entra accompagnato dai suoi studenti, quelli della classe 1967, capelli bianchi in testa, che gli hanno chiesto di presiedere il comitato per l’organizzazione dei 150 anni di vita dell’Istituto Nautico. «Fu un peccato nel 1963 non riuscire ad organizzare i festeggiamenti per il centesimo dell’istituto per disguidi interni – dice Mumolo – ed oggi eccomi qui, a contribuire all’organizzazione del 150° di una scuola che è storia viva della città di Livorno».

Era il 13 dicembre 1863 quando a Livorno, per decreto regio, vennero aperte le porte dell’istituto nautico. Sono passati quasi 150 anni e quel decreto resta appeso nelle pareti dell’aula magna dell’istituto mentre dalle sue porte sono usciti molti capitani di armamento e lungo corso, molti dei quali furono allievi di Mumolo.

Il professore parla con passione, lucidità, denunciando le mancanze delle amministrazioni passate e presenti che si sono lasciate portar via occasioni, come la formazione post-diploma prevista dal regolamento marittimo internazionale e che i ragazzi devono andare a svolgere in altre città, ad esempio a Genova.

«Quando il biennio di specializzazione post diploma iniziò a divenire indispensabile per entrare a bordo delle navi chiesi in Provincia se potessimo trovare convenzioni e spazi per istituirlo qui da noi a Livorno: mi dissero che ero matto, che poi sarebbe venuto anche il preside del Geometri e di chissà quale istituto con richieste strane – ricorda Mumolo – non capivano che il futuro di Livorno è nel mare, ed oggi mi viene da ridere per non piangere, a vedere come certe amministrazioni fanno di tutto per recuperare quello che non sono state in grado di fare in passato, senza poi riuscire neanche ad ottenere grossi risultati».

Francesco Mumolo parla con forza, gli occhi pieni di orgoglio: «Io non sono mai andato in tribunale per i miei affari privati ma per difendere il nome della scuola contro un’azienda privata sì, e l’ho anche spuntata perché ci aveva buggerato», continua a ricordare. «Livorno è nata sul mare, ha bisogno del mare, di questi allievi, della loro preparazione e delle loro idee. Io avendo navigato prima di insegnare, sapevo quali fossero le loro necessità. Quando ero preside siamo stati il primo istituto nautico a fare corsi professionali per marittimi, per offrire gli strumenti concreti per entrare nel mondo del lavoro, poi quando non sono stato più preside, per ragioni varie, si sono persi».

Mentre parla, Mumolo è circondato dai suoi allievi: «Sono affezionati a me, la classe del ’67 mi invita sempre ai loro ritrovi e mi offrono la cena, credo che sia perché ho lasciato loro un buon ricordo. Non c’è infatti maggior senso critico nell’uomo se non a 15-20 anni: è acutissimo, sono in grado di recepire tutto, valori e istruzione che restano nel tempo».

Adesso il professor Mumolo sta scrivendo un libro sulla storia dell’istruzione a Livorno («è dall’istruzione che parte tutto»), e in particolare della storia dell’Istituto Nautico, («perché Livorno nasce sul mare ed ha bisogno del mare per vivere, c’è bisogno di professionalità e per acquisirla di istruzione, non ci si può improvvisare professionisti»).

Al termine del libro verranno allegate fotografie degli alunni che hanno partecipato alla storia dell’istituto, ricordi di studenti e professori.

«Il mio ricordo più bello? Quello delle persone oneste con cui ho lavorato, – afferma – colleghi professori che facevano il proprio lavoro con il cuore ma soprattutto il preside Spanò che mi ha preceduto, perché finalmente avevo incontrato un uomo onesto che non rubava nell’amministrazione pubblica».

Novant’anni e la forza di lottare ancora, di invitare i ragazzi a farsi carico delle proprie responsabilità e dei propri sogni, il professor Mumolo presiede l’organizzazione degli eventi celebrativi del Nautico. Per «ricordare, celebrare, rendere omaggio certo, ma soprattutto per mantenere viva la missione della scuola nella città, guardare al futuro, migliorare Livorno».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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