Anche la Cgil a congresso Strazzullo: «Mi ricandido»
Il via con le assemblee di base tra gennaio e febbraio: la chiusura in primavera «Sono stati quattro anni difficili, ci misureremo con gli obiettivi raggiunti e non»
LIVORNO. In autunno il partito che fino a oggi ha governato la città, il Pd, dovrà decidere se dare fiducia o il ben servito ai propri dirigenti, dai circoli alle segreterie. Subito dopo il centrosinistra giocherà la partita delle primarie, mentre il centrodestra dovrà misurarsi con la (ri)nascita di Forza Italia. A dicembre, poi, si decideranno i vertici della Camera di commercio: di fatto una ridefinizione degli assetti di potere tra le categorie (dai commercianti agli industriali) con la nomina del consiglio e l’elezione di giunta e presidente. Tutto mentre la città, le forze politiche, i movimenti si prepareranno ad eleggere, in primavera, il nuovo sindaco.
È in questo quadro da 2014 ad alta tensione che anche la Cgil - a oggi il partito con il maggior numero di iscritti nella provincia di Livorno (lo scorso anno circa 52mila) - scalda i motori. Stando allo statuto nazionale, infatti, entro giugno il sindacato guidato da Susanna Camusso dovrà andare a congresso.
La macchina congressuale della Cgil è complessa: di solito, tra avvio della discussione negli organismi dirigenti, stesura dei documenti congressuali, convocazione dei congressi di base, provinciali, regionali, nazionali di categoria e confederale, assise nazionale conclusiva passano almeno sei mesi.
Ieri, dalla torre di Porta a Terra, hanno confermato che a Livorno le assemblee di base dovrebbero essere convocate tra gennaio e febbraio, per arrivare tra marzo e aprile a decidere i rappresentanti delle categorie, il direttivo e, quindi, il segretario.
Maurizio Strazzullo è in carica dal 2009. In pratica da quando l’ex segretario, Piero Nocchi, è stato nominato assessore alla Programmazione territoriale e ai Trasporti della Provincia. Lo statuto dice che il segretario può restare in carica per un massimo di otto anni, quindi Strazzullo è ricandidabile. Cosa farà? «Penso che valga per me come per gli altri segretari di categoria – risponde senza mezzi termini – ci ricandideremo, anche per misurare il lavoro fatto fino a oggi».
Nessuno lo vuole dire ufficialmente, ma tra i lavoratori e nello stesso sindacato si respirano umori contrastanti per la gestione di molte partite. Dal fallimento De Tomaso ai nodi portuali. C’è da aspettarsi fronde? «Il clima – ammette Strazzullo – è pesante, non sarà semplice, sono stati quattro anni difficili, di cambiamenti importanti. Questo congresso sarà anche l'occasione per fare il punto sugli obiettivi raggiunti e su quelli non raggiunti». Guardando, ripete, al «rapporto con i lavoratori» perché «abbiamo messo in campo tante iniziative, ma molti problemi sono ancora lì, sul tappeto».
«Mi auguro – chiosa – che la Cgil a livello nazionale riesca a produrre un documento unitario, che non ci faccia presentare sui territori con linee diverse. Non discuto la necessità di avere un confronto, anche serrato, ma bisogna essere messi in condizione di costruire un percorso con i lavoratori e di portarlo fino in fondo».
«Comunque ora – sottolinea – le urgenze sono altre. C'è da lavorare a testa bassa, non ci possiamo permettere divagazioni. Tutto il gruppo dirigente si sta dando da fare. A partire dallo sciopero generale unitario del 3 ottobre per la siderurgia. Piombino gioca un ruolo importante: ricordo che chiudere la Lucchini significherebbe perdere una realtà che rappresenta il 48% per cento del Pil della Val di Cornia, il 2% di quello regionale...».
Prima di chiudere la telefonata il segretario non nasconde la preoccupazione per i prossimi mesi di vita politica e amministrativa, guardando anche la guerra che si è già aperta intorno alla Camera di commercio. «Livorno – taglia corto – non si può permettere di rimandare niente, le emergenze sono tante. Vorrei ci fosse senso di responsabilità da parte di tutti».
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