Gioco
Verremo tutti dove vi garba a voi piccini
di MATILDE V. LARICCHIA Mi portavano alla Rotonda d’Ardenza per imparare ad andare in bicicletta e al Parterre, che a Livorno si pronuncia come si scrive. Erano gli Anni Ottanta e quel parco era...
di MATILDE V. LARICCHIA
Mi portavano alla Rotonda d’Ardenza per imparare ad andare in bicicletta e al Parterre, che a Livorno si pronuncia come si scrive. Erano gli Anni Ottanta e quel parco era ancora uno zoo: portavo volentieri il pane secco all'orso, che non era già più Gigi Balla, e speravo sempre che il pavone si degnasse di far la ruota davanti a me. Ma non è mai successo.
Poi mi sono trasferita a Torino con i miei genitori, tornavo per le feste a Livorno dai nonni che abitavano in un grande condominio moderno: lì ho conosciuto la dimensione del “cortile”. In cortile ho giocato dei bellissimi nascondini e ho imparato ad andare in bicicletta sulla mia mini-Graziella rosa. Ma è stato a Torino nel 1990 che sono rimasta folgorata da uno scatolone di plexiglas pieno di palline colorate e bimbi urlanti: l'Ikea. Lettini, seggioline, tendine canadesi: tutto da portare a casa e concepito per i bimbi.
Sono più di vent'anni che per il mondo in miniatura c'ispiriamo al Nord Europa, ma per me, che ero una bimba pre-Ikea e pre-Teletubbies, fu una rivelazione. Certo, già negli Anni Ottanta eravamo imbottiti di giochi, cartoni animati e pubblicità. Quel che non esisteva erano gli spazi che coinvolgessero bimbi e genitori. I grandi erano grandi, i mobili erano grandi e i generi infantili venivano venduti solo dai giocattolai.
Benvenga, allora, un festival per piccoli: almeno per un weekend i genitori non trascineranno nei negozi i bimbi piangenti di noia nei passeggini. Verremo tutti dove garba a voi piccini.
(Matilde V. Laricchia
è una poeta)
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