Il Tirreno

Livorno

Un tesoro trascurato in periferia

Un tesoro trascurato in periferia

In via dell’Artigianato, tra sterpaglie e rifiuti, c’è un casolare: in realtà è la Cappella Tommasi

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LIVORNO. Grossi tubi in plastica nera giacciono sul bordo del marciapiede, mentre lattine, una vecchia seggiola in legno, qualche scatolone e cartacce varie spuntano qua e là nella sterpaglia, il tutto abbandonato da degli incivili che evidentemente non hanno trovato di meglio da fare visto che, fra l'altro, l'isola ecologica dell'Aamps dista solo poche centinaia di metri: questa è la situazione segnalataci da un nostro lettore trovandosi a passare all'inizio di via Nicolodi, quasi all'angolo con via dell'Artigianato, proprio nei pressi dell'antica Cappella Tommasi, un edificio sacro di notevole interesse culturale, fortunatamente sfuggito alla demolizione, ma che ha pure rischiato di essere trasformato addirittura in un magazzino di formaggi.

Per saperne di più abbiamo interpellato l'architetto Riccardo Ciorli, funzionario dell'Archivio di Stato ed esperto di storia locale che in passato si è occupato approfonditamente dell'edificio. «Quella che appare come una vecchia casa colonica - spiega l'architetto Ciorli - è in realtà una piccola chiesa e nasconde infatti al suo interno diversi pregevoli affreschi che ne ornano la cupola, il transetto e l'abside». L'unico elemento esteriore che fa trasparire la sua caratteristica di edificio sacro è d'altronde soltanto un piccola croce a rilievo in pietra situata sull'architrave del portone d'ingresso. »L'edificio – sottolinea l'architetto Ciorli - sorge in un luogo la cui memoria risale al periodo medievale e fa parte di un complesso di fabbricati rurali di impianto settecentesco appartenenti alla facoltosa famiglia Bicchierai, originaria di Pisa, imparentatasi poi con la famiglia Franceschi, iscritta nella nobiltà cittadina».

La grande proprietà fondiaria viene quindi divisa attorno al 1830 ed in quell'occasione una casa colonica e l'attigua cappella passano a Francesco Tommasi ed ai suoi figli, Angiolo, Giuseppe, Giovanni e Vincenzo ed al canonico Domenico. Risalgono quindi al 1862 il restauro della cappellina (epoca a cui risalgono gli affreschi) e la sua consacrazione a cura del vescovo di Livorno, mentre nel 1986 si verifica il passaggio all'Istituto Diocesano di Sostentamento del Clero di Livorno, tuttora proprietario del fabbricato. «La Cappella Tommasi - continua Ciorli - era anche un luogo di sepoltura dell'importante famiglia di pittori livornesi e difatti al suo interno si trovano ancora le lapidi ed le maschere funerarie di vari componenti della cerchia familiare, mentre alcuni candelabri in legno furono purtroppo sottratti negli anni '90 durante degli episodi di vandalismo». Riscoperta con grande risalto una decina d'anni fa la Cappella Tommasi è stata al centro di un convegno svoltosi nel 2003 e di un'interessante pubblicazione dal titolo "La presenza dei Tommasi a Livorno", riccamente illustrata, edita da Debatte nel 2004, curata da Francesca Cagianelli ed alla quale collaborarono, oltre alla stessa Cagianelli, l'architetto Riccardo Ciorli, Caterina Pini, Federico Del Nista e Marcella Previti. Della Cappella Tommasi, che è soggetta a vincolo artistico ed architettonico da parte della Soprintendenza, si occuparono all'epoca anche la delegazione livornese del Fai e l'Associazione Amici dei Musei organizzando incontri e visite guidate. L'ultima iniziativa in tal senso risale però al marzo del 2005 dopo di che sulla Cappella Tommasi sembra sia calato il sipario ed in pratica non se ne è più parlato.

«Di certo - conclude Ciorli - meriterebbe di essere adeguatamente valorizzata, al pari di tanti altri beni culturali della città anche parlando in termini di ritorno economico per i vari operatori turistici ed in definitiva per tutta la collettività. La Cappella Tommasi, per la sua particolare collocazione, alle porte di Livorno e facilmente accessibile da auto e pullman, potrebbe diventare, questa è una mia idea, anche una sorta di Polo culturale situato nella zona nord della città». Per quanto riguarda il futuro dell'antico edificio sacro dalla Curia fanno intanto sapere che si stanno valutando varie soluzioni per utilizzarlo al meglio ed anche l'eventuale trasferimento dall'Istituto Diocesano di Sostentamento del Clero alla Diocesi livornese, il che permetterebbe un più agevole accesso ai finanziamenti della Cei in vista di un suo ricupero. Nel frattempo la Cappella Tommasi, a cui nel dicembre scorso è stata ripristinata parte del tetto, è visitabile solo su richiesta.

Roberto Riu

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