Gioco
Sulla rotatoria tutti contro tutti
Centrosinistra e Pd in frantumi. Del Corona: «In Comune facciano un bagno di umiltà». Battocchi: «Strumentalizzazioni»
LIVORNO. A pochi mesi dalle amministrative, la viabilità del viale Sauro è diventata un caso politico. Il fulcro di uno scontro che sta dividendo lo stesso partito di maggioranza, il Pd, e i potenziali futuri alleati (Sel e Idv). Tra imbarazzi e accuse che dalle file dei democratici volano anche verso la giunta Cosimi. In circoscrizione 3 Sel è riuscita a far passare una mozione in cui si chiede l’eventuale rimozione della rotatoria tra il viale Sauro e via da Verrazzano. Subito dopo la commissione comunale è andata in tilt: il consigliere Pd Vladimiro Del Corona (ieri assente alla riunione del gruppo che ha parlato anche del “caso Sauro”) non le ha mandate a dire all’assessore Maurizio Bettini. «Si è già detto molto, non ho nessuna voglia di tornare sull’argomento», ha risposto ieri dall’altra parte della cornetta Bettini. Ma dalle opposizioni e dalla maggioranza sono tornati all’attacco.
Vladimiro Del Corona (Pd). «Le tante sciocchezze esternate da Bettini circa la ragione persa nel sonno, la strumentale campagna elettorale, la dignità dell'aula consiliare, con la chicca della fiducia di babbo sindaco – scrive Del Corona – vengono assunte come elementi di difesa rispetto agli interventi fatti sul viale: ci si difenda pure con questo armamentario, ma il punto di fondo era e resta il merito di una scelta non tanto tecnica e progettuale, ma politica e di governo». Scelta «semplicemente sbagliata». Del Corona torna a chiedere l’ «eliminazione della rotatoria in via da Verrazzano» e la «realizzazione di una rotatoria provvisoria al posto del semaforo all'incrocio con via Cattaneo». «È tanto disdicevole – scrive rivolgendosi all’amministrazione – un bagno di umiltà per corrispondere a un diffuso disagio? C'è un atteggiamento autocelebrativo, insensibile e insofferente a ogni critica». Poi la provocazione che non piacerà agli amministratori e a molti dei suoi: «I cittadini con le loro ansie, i consiglieri con le loro critiche sono di fatto optional di cui si può fare a meno, perché c'è qualcuno prestato a responsabilità di governo che sembra avere il dono della infallibilità», salvo ricordarsi di tutti «solo per ottenere un voto».
Giovanni Battocchi (Pd). Di tutt’altro avviso il presidente della circoscrizione 3, Giovanni Battocchi (Pd), che parla di «strumentalizzazione» che «ha il sapore di una politica che non ha nessun fine costruttivo, se non quello della contrapposizione elettorale». «Tutti – interviene – si improvvisano tecnici e ognuno ha la sua ricetta». Le due rotatorie e il semaforo, sostiene, «al di là degli aspetti tecnici che si possono migliorare come abbiamo proposto in circoscrizione, sono indispensabili per la riduzione della velocità, come dimostrano i dati raccolti». «Forse – scrive – alcune forze politiche, ma anche qualcuno del mio partito, non sono riuscite a contenere una forte pressione mediatica...». «Capisco – chiude – le forze che vogliono utilizzare la mozione passata in circoscrizione per processare un progetto e con esso la giunta, in particolare l'assessore alla mobilità e il sindaco che lo ha difeso, ma ha il sapore di vendetta politica: ormai il livello è questo...».
Andrea Romano (Idv). Anche i dipietristi, rivendica il coordinatore Andrea Romano, hanno chiesto al Comune di migliorare la segnaletica e la visibilità della contestata rotatoria. Ma non l’eliminazione perché «oltre a costituire un'esplicita ammissione di colpa, una scelta del genere confermerebbe la curiosa tradizione per cui a Livorno si spendono quattrini per installare sistemi di regolazione del traffico e poi anziché migliorarli si rimuovono non appena si verifica un incidente: ricordate i cordoli di via Grande?». Romano le canta al Pd: «È impossibile continuare con questo strazio fino alle elezioni: chiarisca la propria linea, non può fare da maggioranza, amministrazione e opposizione allo stesso tempo su tutto, creando un blocco istituzionale ai danni della città».
Bruno Tamburini (Pdl). In questo clima l’opposizione va a nozze. Bruno Tamburini (Pdl), dopo essersi unito al coro degli anti-rotatoria («oggettivamente pericolosa»), ironizza sul dosso davanti al Comune: «È davvero incredibile Bettini che ne abbia denunciato pubblicamente l'irregolarità, limitandosi ad affermare che con questa (per lui) sciagurata decisione non c'entra nulla: chi lo dovrebbe eliminare, i cittadini, l'Aci, la prefettura? D’ora in avanti chi danneggia l'auto avrà vita facile nel chiamare in causa il Comune» .
Marco Cannito (Città Diversa). Intanto Marco Cannito ha chiesto ufficialmente una memoria sugli atti amministrativi e tecnici che dal Piano della mobilità del 1998 hanno portato alla realizzazione degli interventi contestati. In una lettera aperta all’amministrazione che porta anche la firma di Alberto Pacini e Giovanni Borrelli, Città Diversa - oltre a chiedere lume su mancanza di triangoli di visibilità dove c’è il semaforo, dimensioni della rotatoria e restringimenti della carreggiata - sottolinea che sono ancora in corso indagini della magistratura sugli incidenti mortali degli ultimi mesi e che quindi «l’affermazione del Comune sul mancato nesso causale tra incidenti e progettazione è inopportuna». (j.g.)
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