Gioco
Porto: container ok, crociere in picchiata
Calano anche i rotabili, il traffico numero uno di Livorno In leggera crescita la movimentazione complessiva
LIVORNO. Finalmente, dopo mesi e mesi e mesi di attesa, l’Authority è tornata a far conoscere le cifre dell’andamento del porto. Lo fa cantando vittoria: c’è «un avvio di ripresa che lascia ben sperare quantomeno per l’immediato futuro», dice la nota di Palazzo Rosciano, sede dell’istituzione portuale, che peraltro condensa tutto in un pugno di percentuali e mezza paginetta scarsa.
Nei primi sette mesi di quest’anno risultano in incremento, secondo quanto riferisce l’Autorità portuale, sia il numero delle navi (da 3.807 a 3.963, più 4,1%) sia le tonnellate di merce complessivamente movimentata (da 16,54 a 16,71 milioni, più 1%).
Qualche sorriso l’Authority sembra mostrarlo sul fronte dei contenitori, visto che l’incremento del 2,8% vale come «buon auspicio in vista della prova dall’arrivo delle navi da 8mila teu». Forse è «confortante», come dice l’aggettivo usato da Palazzo Rosciano, rispetto a dodici mesi prima, ma – e ovviamente il raffronto bisogna ricostruirselo per contro proprio perché i quattro dati forniti non lo permetterebbero – siamo ancora a malapena ai livelli di dieci anni fa. E lontani anni luce dagli standard degli anni immediatamente prima dell’esplodere della crisi internazionale nella seconda metà del decennio scorso.
C’è qualche altro segnale positivo: da quel che fornisce l’Authority emerge l’incremento del 4,3% nel settore rinfuse, ribattezzato come «significativo»: in segno positivo sia i prodotti petroliferi (più 4,1%) sia le rinfuse solide (più 6,2%). Ma – viene sottolineato – «la miglior performance è quella del traffico forestali, che presenta un incremento complessivo del 24,4%» (trainato dal dato relativo agli sbarchi, più 26%).
Peccato che nello stesso periodo da gennaio a tutto luglio abbiano segnato il passo tre settori che tradizionalmente rappresentano una quota rilevante dei traffici: meno 10% le auto nuove; meno 3% i rotabili (che sono il traffico numero uno per il nostro porto e che hanno in Livorno il porto-chiave in Italia), Ma il tonfo più clamoroso è sul fronte crociere: meno navi (da 230 a 217) e meno turisti (addirittura a un passo da un crollo del 24%).
Cosa ha da dire l’Authority? Quanto all’auto si risente di «una generalizzata crisi del mercato» che non è «governabile a livello locale», invece su ro-ro e crociere si sta intervenedo (con «semplificazioni procedurali, razionalizzazione degli spazi, coonsolidamento destinazione accosti») perché «insieme a adeguate iniziative imprenditoriali» si recuperi il terreno perduto.
Mauro Zucchelli
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