Gioco
Sequestrate tonnellate di alimenti in arrivo da Tangeri
Olive, cocomeri e cous cous «fuorilegge». Controlli delle Dogane in porto: sigilli a quasi tre tonnellate di verdure
LIVORNO. Ortaggi, patate, verdure. E poi olive, yogurt, cocomeri, farina e persino lumache e cous cous. Cibi clandestini che viaggiano dal Marocco fino a Livorno, passando per Barcellona. Quasi due giorni di viaggio in cui gli alimenti navigano nascosti in auto e camion, spesso celati tra la merce regolare e dichiarata. Prodotti che puntualmente vengono sequestrati dagli esperti dell’Agenzia delle Dogane che si occupano dei controlli sui traghetti in arrivo nel porto labronico: le norme sanitarie europee infatti vietano l’ingresso in Italia di prodotti non controllati e privi della necessaria certificazione sanitaria. È così che quegli alimenti sequestrati, una volta arrivati a Livorno, vengono distrutti in discarica.
Sotto la lente di ingrandimento delle Dogane da tre anni a questa parte c’è in particolare Ikarus Palace, il traghetto Grimaldi, nato nel 2010, che segue la tratta Tangeri Livorno. È lì che viene nascosta la maggior parte dei prodotti irregolari destinati all’Italia. Nel corso dei mesi il fenomeno dell’importazione di grossi quantitativi alimentari è aumentato notevolmente fino a raggiungere livelli molto alti. Si pensi che dall’inizio del 2013 fino a giovedì scorso, le Agenzie delle Dogane a bordo di Ikarus hanno sequestrato qualcosa come due tonnellate e 787 chili di verdura varia, soprattutto ortaggi, quasi una tonnellata di farina e oltre mezza del richiestissimo cous cous.
La metà delle verdure finite al macero è giunta in Italia nei mesi di luglio e agosto. Sotto sequestro in questi nove mesi del 2013 anche quasi duemila vasetti di yogurt, 685 chili di olive e altrettanti di zucchero più 95 litri di olio. Tutti prodotti portati in città da viaggiatori magrebini, anche all’ingrosso. Non solo cibo: gli agenti delle Dogane a bordo di Ikarus hanno trovato anche profumi, magliette contraffatte (reato penale) gasolio (675 litri dall’inizio dell’anno), due veicoli, pannelli fotovoltaici e persino medicinali: tutta merce non certificata che quindi non può entrare in Italia, e che tanto meno può essere venduta. Le importazioni nei mesi estivi sono state ancora più elevate a causa del maggior flusso di spostamenti.
Non è ancora chiaro se il fenomeno dell’importazione irregolare di prodotti alimentari sia legata a singoli viaggiatori che portano cibi in città e in Toscana per le loro famiglie, per risparmiare sugli acquisti in Italia, oppure se dietro a questo trend si celi una vera e propria organizzazione di import clandestino. Non è escluso infatti, visto l’elevato quantitativo di merce trovata, che questi prodotti siano destinati alla commercializzazione.
«Questo fenomanoe si è evoluto ed è aumentato nel tempo - spiega il direttore dell’Agenzia delle Dogane, Massimo Ricasli - E noi lo stiamo contrastando con i sequestri e anche informando i viaggiatori su quello che è possibile portare in Italia e su ciò che invece è vietato. Per raggiungere questo obbiettivo, lavoriamo in stretta collaborazione con il servizio di sanità marittimo e con il punto di ispezione frontaliera veterinario».
Per sensibilizzare i viaggiatori a non portare in città cibi vietati, le Dogane - d’accordo con l’Armatore Grimaldi - dall’inizio dello scorso anno hanno diffuso in porto un volantino scritto in italiano, inglese, francese e arabo da distribuire insieme ai biglietti del traghetto Ikarus. «La maggior parte delle persone controllate - aggiunge Ricasoli - è di origine magrebina: alcuni forse ci vedono un business ma i più lo fanno solo per abbatere i costi. È difficile stabilire se dietro ci sia un giro si affari: ammesso che ci sia, è ancora in fase embrionale».
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