Il Tirreno

Livorno

«L’auto era fuori controllo prima di travolgere la bici»

di Federico Lazzotti
«L’auto era fuori controllo prima di travolgere la bici»

Spunta un testimone che ha assistito allo schianto mortale di domenica La conducente indagata per omicidio colposo e omissione di soccorso

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LIVORNO. «Ho visto l’auto guidata da quella donna mentre percorreva via Mastacchi: era fuori controllo molto prima di travolgere il ciclista. Quanto? Almeno trenta metri». A raccontare la tragedia di piazza San Marco, nella quale domenica mattina ha perso la vita Carlo Bondi, 63 anni, pensionato della Trw innamorato della pesca e della sua famiglia, è un testimone che intorno alle 9,30 stava passeggiando lungo la strada ed ha assistito a tutta la carambola mortale.

È collegando questo racconto con i risultati delle analisi alle quali è stata sottoposta l’automobilista (non sono state rilevate tracce di stupefacenti, alcol e medicinali sopra il consentito ndr), che prende sempre più piede l’ipotesi che la conducente, una donna di 52 anni, sia stata colta da un malore e per questo abbia perso il controllo dell’auto prima di finire la sua corsa contro il semaforo di piazza San Marco. «È ancora ricoverata in ospedale - fa sapere il suo legale, l’avvocato Francesco Agostinelli - in uno stato confusionale».

Ieri, intanto, il pubblico ministero Antonella Tenerani ha iscritto la donna nel registro degli indagati con l’accusa di omicidio colposo e omissione di soccorso perché dopo lo schianto «non si è fermata e non ha attivato i soccorsi». «Un atto dovuto», spiegano gli investigatori che ora dovranno verificare tutti i punti oscuri dell’inchiesta. A cominciare da cosa abbia innescato il malore. Da fonti investigative confermano che l’automobilista è affetta da una malattia legata al metabolismo e per questo è in possesso di una patente speciale che le viene rinnovata ogni due anni. Possibile che sia stata questa la causa che ha causato l’incidente?

Oggi i funerali di Carlo. Nella tarda mattinata di ieri il magistrato ha restituito la salma ai familiari della vittima. Così dal primo pomeriggio è stata aperta la camera ardente all’interno della camera mortuaria.

«I funerali - spiega la cognata di Carlo Bondi, che ha voluto ricordare il suocero in una commovente lettera che pubblichiamo qui accanto - si svolgeranno oggi, martedì, alle 15 nella chiesa della camera mortuaria, poi la salma sarà tumulata al cimitero dei Lupi. Vi chiedo la cortesi di scriverlo - dice - così tutti quelli che lo conoscevano potranno venire per salutarlo un’ultima volta». Degli interessi legali della famiglia si occuperà l’avvocato Giuseppe “Pino” Ales che ieri mattina ha depositato la nomina in Procura.

Bici fantasma in piazza. L’associazione Panda ciclisti del Wwf e i parenti della vittima, si sono ritrovati ieri sera alle 19 in piazza San Marco, nel punto dove è avvenuto l’incidente, per una manifestazione spontanea in memoria di Carlo Bondi. Con loro il simbolo della battaglia in favore dell’utenza debole, come ciclisti e pedoni, una bicicletta bianca, la ghost bike.

«L’incidente - spiega Graziella Rossini, presidentessa dell’associazione livornese - è avvenuto proprio al termine della settimana della prevenzione nella quale abbiamo affrontato i temi e le difficoltà che l’utenza debole. La prima regola da seguire è quella di moderare la velocità soprattutto nei centri abitati. La seconda, invece, è garantire a ciclisti e pedoni percorsi sicuri come le piste ciclabile, tanto costose per l’amministrazione ma determinanti nella politica della viabilità sicura. C’è un dato -prosegue - che salta agli occhi: negli ultimi anni le statistiche dicono che i morti sulle strade sono diminuiti, ma non per quello che riguarda pedoni e ciclisti. Ecco perché è necessario fare di più».

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