Gioco
L’ex Trw che amava la caccia e la pesca
Aveva lavorato anche alla Spica. Gli amici e i colleghi increduli: «Il nostro Carlino era unico»
LIVORNO. Aveva un amore e due grandi passioni, Carlo Bondi: la sua famiglia, la pesca e la caccia. Quella barchetta ormeggiata in Venezia e il circolo di cacciatori della Cigna, che aveva contribuito a fondare qualche anno fa.
Gli amici del circolo, tra i quali anche molti vigili del fuoco, lo chiamavano “Carlino”. Ieri, mentre la notizia della morte correva in città tagliente come una lama, sono arrivati tutti in ospedale e alla camera mortuaria, per stare vicino alla moglie Rossella e al figlio Michele, che gli aveva appena regalato un nipote e che ieri, al momento dell’incidente, non si trovava a Livorno. Tutti ora chiedono in modo composto, rispettoso del dolore, di conoscere la verità, la dinamica dell’incidente. «Carlino era un uomo buono – raccontano amici e familiari con gli occhi lucidi, ancora increduli – uno di quelli che non litigano mai con nessuno, che amano stare in compagnia. Che se potessero si leverebbero il pane di bocca per dartelo...».
Bondi - 63 anni, residente in via Fratelli Bandiera, a Shangai - aveva lavorato una vita alla Spica e alla Trw, come operaio metalmeccanico. Lo raccontano gli ex colleghi che ieri hanno lasciato messaggi di cordoglio e di vicinanza alla famiglia sul sito del Tirreno.
Era andato in pensione solo pochi anni fa e si era dato alle sue passioni. Sempre in sella alla bicicletta: da casa al mare, da casa alla Cigna. Le ultime foto pubblicate su Internet lo ritraggono così: sorridente, insieme agli amici, dopo una battuta di caccia sulle colline intorno a Livorno.
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