Il Tirreno

Livorno

Scopaia, casa popolare vuota da tre anni

di Giorgio Carlini
Scopaia, casa popolare vuota da tre anni

L’inquilino ha abbandonato l’appartamento e il giardino è una giungla. I vicini insorgono: poi si parla di emergenza casa...

3 MINUTI DI LETTURA





LIVORNO. Erbacce e sterpaglie incolte, cumuli di materiali abbandonati, ratti che vi trovano riparo e sciami di zanzare che proliferano tra cespugli e umidità. Basterebbe il quadro appena descritto per restare sbigottiti davanti al giardino disastrato di un appartamento al civico 79 di via Inghilterra. Ma c'è un altro aspetto che lascia gli osservatori più indignati: quel giardino fatiscente si trova in un complesso di case popolari, ed è parte di un immobile al piano terra abbandonato e sfitto da almeno tre anni. Un fatto grave, considerata la profonda crisi abitativa che da anni ormai opprime la nostra città.

A portare alla luce l'incredibile vicenda sono gli stessi condomini della palazzina che si trova nel quartiere della Scopaia. Dopo essersi rivolti «invano», sottolineano, alle istituzioni hanno deciso di raccontare al Tirreno la paradossale storia che ha causato una situazione che, oltre a creare disagi agli abitanti, fa riflettere sulla gestione del patrimonio pubblico.

«Tutto è iniziato quattro o cinque anni fa – spiegano in coro i residenti del civico 79 – al piano terra abitava una signora che si era accompagnata a un uomo. Quando lei è deceduta, lui è rimasto in quei locali solo per poco tempo».

«A distanza di qualche mese – proseguono – lui si è riaccompagnato con un'altra donna che abitava nello stesso condominio. Ma poi è deceduta anche lei, così l'uomo si è ritrovato con due appartamenti: ha deciso di stabilirsi in quella al piano superiore e di abbandonare l'altro».

Da quando l'inquilino si è trasferito nel nuovo appartamento, raccontano i residenti, ha smesso di curarsi dell'immobile a terreno. «Gli abbiamo parlato spesso – dicono in coro – ma ci ha sempre risposto che non vuole sapere nulla di questa faccenda».

Dal "trasloco" sono passati circa tre anni. Tre anni durante i quali il giardino si è trasformato in una giungla: vegetazione incolta, sterpaglie, utensili arrugginiti e cattivi odori. «Un'indecenza – si lamentano i condomini – gli sciami di zanzare che vivono in mezzo alle erbacce ci costringono a tenere le finestre chiuse. Per non parlare dei ratti che trovano riparo nel giardino e che di notte invadono i nostri cortili».

«Una mattina – racconta l’inquilina dell’appartamento adiacente – ho trovato alcuni panni stesi completamente morsicati dai topi». «I roditori si arrampicano sugli alberi – le fa eco una vicina da un balcone – spesso ce li siamo ritrovati persino sul terrazzo».

Se le pessime condizioni del giardino sono sotto gli occhi di tutti, si può invece solo immaginare l’interno dell'abitazione. In parte lo dice l'ingresso dalla veranda, dove sono accatastati utensili polverosi, mobili semidistrutti e sporcizia varia. «I battiscopa della parete in comune – fa notare la donna che risiede pochi metri più avanti – si sono staccati a causa dell'umidità. Non oso pensare cosa possa esserci là dentro...».

E Casalp? La società che gestisce gli alloggi popolari, secondo i residenti di via Inghilterra, è «latitante». «Per anni ci siamo rivolti ai loro sportelli – ripetono – abbiamo sottoposto loro questo problema, spiegando come quel degrado recasse inconvenienti a tante famiglie, e come fosse inaccettabile che in un momento di emergenza abitativa ci fossero locali sfitti».

«Ora – fanno sapere – ci hanno risposto che esiste un'ordinanza di sgombero, eppure nessuno ha ancora fatto niente». «In tutto questo tempo – concludono gli abitanti del palazzo - Casalp non ha preso alcun provvedimento. Ci hanno solo fatto sapere che entro settembre avrebbero fatto qualcosa. Intanto è bene che i livornesi sappiano in che modo sono mantenuti gli alloggi popolari».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Toscana

Camaiore, addio a Giuseppe Vecoli: conosciuto commerciante con la passione per le moto

di Roy Lepore