Sicurezza
«Discarica abusiva» Alla Cliri 2 indagati e area sequestrata
L’indagine dei carabinieri iniziata grazie alla foto dall’alto Il presidente del cda: lavoriamo, ignari dell’inchiesta
LIVORNO. I primi sospetti ai carabinieri del nucleo ecologico sono venuti all’inizio di settembre sorvolando, con un elicottero, la discarica della Cliri srl (Centro livornese recupero inerti). Poi sono seguiti gli accertamenti che hanno portato fino all’invio dell’informativa alla Procura di Livorno nella quale si contesta a due dirigenti dell’azienda «la gestione non autorizzata di rifiuti pericolosi non speciali».
Per questo motivo nel registro degli indagati - spiegano i carabinieri - sono stati iscritti il presidente del consiglio di amministrazione e il responsabile della sicurezza della società.
Ancora top secret, invece, il materiale rinvenuto all’interno dell’area nella zona di Vallin Buio e considerato «illegale» rispetto alle direttive e prescrizioni della Provincia. «C’è ancora un’indagine in corso», spiega chi indaga aggiungendo di aver eseguito un sequestro.
La notizia del presunto sequestro e dell’indagine che riguarda alcuni dirigenti, stupisce i diretti interessati. «Se fosse il primo di aprile - spiega Gioachino Spedale, presidente del consiglio di amministrazione - avrei pensato ad uno scherzo, ma essendo settembre comincio a preoccuparmi. Di questa indagine - va avanti - nessuno ci ha informato. Fino a venerdì quando ho lasciato l’ufficio non c’erano zone sequestrate. Nelle settimane scorse carabinieri e Arpat sono venuti come fanno sempre, ma nessuno mi ha informato di essere stato iscritto nel registro degli indagati. In ogni caso - conclude - voglio tranquillizzare tutte le persone che lavorano con noi perché la nostra attività procede regolarmente. Adesso chiamerà il mio avvocato per chiarire questa situazione».
La Cliri come si legge sul sito «è una società autorizzata allo stoccaggio ed al trattamento dei rifiuti speciali non pericolosi derivanti prevalentemente da operazioni di costruzione e demolizioni e scavi. Oggi l’attività viene svolta su una superficie di circa 39mila metri quadrati suddivisa in 4 aree: area di deposito materiali di scavo, area di stoccaggio rifiuti della demolizione, e di altre tipologia di rifiuti e per finire area di trattamento e stoccaggio materiali riciclati».
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