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«Nuovo gioco dell’oca» In consiglio comunale si accende il dibattito

«Nuovo gioco dell’oca» In consiglio comunale si accende il dibattito

LIVORNO. «Siamo di nuovo al gioco dell’oca». Marco Cannito (Città Diversa) è critico di fronte alle parole del sindaco sul futuro del Caprilli. Ed è uno dei pochi che nel corso del dibattito alludono...

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LIVORNO. «Siamo di nuovo al gioco dell’oca». Marco Cannito (Città Diversa) è critico di fronte alle parole del sindaco sul futuro del Caprilli. Ed è uno dei pochi che nel corso del dibattito alludono al problema delle forze, del funzionamento, degli organici delle partecipate. Il suo è forse uno degli interventi più duri insieme a quello del consigliere regionale del Pdl, Marco Taradash. «Se continuiamo a creare posti ad arte per risolvere singole situazioni – interviene Taradash – non andiamo da nessuna parte: qui si continua a parlare dell’ippodromo, mentre la città ha a che fare tutti i giorni con licenziamenti ed emergenze senza che se ne discuta in consiglio. Saranno tutte discussioni sprecate – aggiunge – se non si inizierà a fare riferimento alle logiche di mercato, anziché della politica. La truffa di Rossignolo insegna: si è creduto di poter politicamente inventare una impresa automobilistica in un mondo che economicamente la rifiutava». Il capogruppo Pdl, Bruno Tamburini, corregge un po’ il tiro: «Il sindaco tra un mese torni in consiglio e dia garanzie sul futuro dell’ippodromo e dei lavoratori, dei “lievi miglioramenti” ci interessa poco». Prendono la parola Lamberti (Confronto), Russo (Pdl), Romiti (Governare) e il dibattito spazia dalle questioni urbanistiche a quelle culturali. Sia Andrea Romano (Idv) che Lamberto Giannini (Sel), seppur con sfumature diverse, vedono nel nuovo decreto una «opportunità». Sempre che, dice Giannini, «non si riveli una chimera». Mentre Paolo Fenzi (Pd), invita alla prudenza: «Se è vero che questo decreto apre prospettive positive, non deve farci dimenticare il lavoro fatto fino a oggi. Insomma, al di là degli auspici, bisogna continuare a darsi da fare per gli elementi certi, senza dimenticare che il 30 settembre scade la convenzione e il 31 dicembre la cassa integrazione...».

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