Sicurezza
Forza Italia, “scippo” del nome in consiglio comunale
Con una mossa a sorpresa il gruppo di Palmerini-Giubbilei–Taradash si è già preso il nome. Ed è di nuovo lite nel Pdl. Tamburini: «A bischerate abbiamo già dato, se il buongiorno si vede dal mattino...»
LIVORNO. Forza Italia nuova, problemi vecchi. Non sono passate neppure 24 ore da quando (il 19 settembre) Berlusconi ha inaugurato a Roma sede della rispolverata Forza Italia che, a sorpresa, in consiglio comunale il gruppo presieduto da Attilio Palmerini (con Marco Taradash e Gionata Giubbilei) si è preso il nome passando da “Pdl per Berlusconi presidente” a “Forza Italia”. Il passaggio è stato formalizzato il 20 settembre alla presidenza del consiglio comunale. Riaprendo subito lo scontro nel centrodestra livornese, dove ora il gruppo di Bruno Tamburini continua a chiamarsi Pdl...
«I componenti del gruppo Pdl per Berlusconi – scrive Palmerini – hanno aderito al neonato Club Forza Italia che è stato costituito su impulso della consigliera provinciale Roberta Naldini e che ha già ottenuto il riconoscimento da Roma». I consiglieri «hanno deliberato che il gruppo sarà denominato, d’ora in poi, Forza Italia, volendo così caratterizzare l’azione politica verso un’effettiva attuazione della più volte annunciata, ma poco praticata, rivoluzione liberale».
Ed ecco la risposta di Tamburini, con una e-mail dal titolo: “Forza Italia il ritorno”. «Dopo anni di contrasti e divisioni – scrive – il centrodestra non ha ancora imparato la lezione. Neppure la batosta delle ultime elezioni politiche a Livorno sembra sia servita a ragionare con lucidità e raziocinio. Berlusconi ha deciso la rinascita di Forza Italia, un evento che dovrebbe portare una sferzata in termini di entusiasmo e impegno e, soprattutto, fare chiarezza tra le varie anime centro-destra, questa volta con il trattino: da una parte tutti coloro che si riconoscono in una destra più marcata, dall'altra quelli che di posizioni cosiddette moderate, anche se queste classificazioni non mi hanno mai convinto». «Purtroppo – chiosa – il partito unico non ha funzionato. Non vorrei però che in Forza Italia si riproponessero le stesse ridicole esperienze, con due gruppi consiliari che richiamavano al Pdl: come farsi male da soli». «Se il buongiorno si vede dal mattino – lo dice lo stesso Tamburini – c'è poco da stare allegri, vista la corsa all'accaparramento del "nuovo" nome. E mi sia consentito ricordare ai miei illustri colleghi che qui non siamo al Musichiere, Berlusconi batte un colpo di gong e chi tra Giubbilei e il sottoscritto arriva prima alla bandierina prende tutto. Forza Italia dovrà darsi una organizzazione e un vertice e poi a cascata nominare i responsabili regionali e provinciali». Perché «va bene un partito leggero, ma così, con il primo che si alza e si auto nomina, mi sembra eccessivo».
«A primavera – ricorda – incombe una grossa tornata amministrativa ed è evidente la necessità di dare una immediata stabilizzazione al partito». «Allora e solo allora – chiude – sarà possibile per i consiglieri regionali, comunali e provinciale decidere cosa fare da grandi. Sommessamente suggerisco agli amici di mantenere la calma e un intelligente equilibrio, a bischerate abbiamo abbondantemente già dato...».
Juna Goti
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