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Caprilli, ora i dipendenti sperano nelle partecipate

Caprilli, ora i dipendenti sperano nelle partecipate

Un decreto legge apre alla possibilità di farli passare da una controllata all’altra (come Aamps). Chiesto il recupero di nove giornate di corse. Scontro con Alfea

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LIVORNO. Fino a poche settimane fa l'idea di dividere i lavoratori della Labronica in liquidazione tra le altre aziende controllate dal Comune (come Aamps) sembrava fuori discussione. Non solo perché contro la legge, ma perché - si diceva da più parti, sia nei partiti che nelle istituzioni - le aziende pubbliche hanno già le loro beghe e non sono esattamente a corto di personale. Ma ora ecco che il decreto 101 emanato dal governo il 31 agosto rimette tutto in discussione. E aggiunge un tassello che farà discutere al mosaico dell’ippodromo.

Ieri mattina il sindaco ha fatto sapere al consiglio comunale che, proprio alla luce di quel decreto, l’amministrazione sta valutando l’ipotesi di risolvere il pasticcio del Caprilli e dei suoi 19 dipendenti guardando anche alle altre società. «Il decreto – dice Alessandro Cosimi – apre uno scenario nuovo. Non una promessa di soluzione, ma una finestra importante...». Perché restano le «grandi difficoltà» legate come minimo al fatto che il testo deve essere discusso in Parlamento prima della conversione in legge entro il 30 ottobre. Cosa c’è scritto nel decreto? Che per la prima volta «le società controllate direttamente o indirettamente dalla medesima pubblica amministrazione (...) possono, sulla base di un accordo tra di esse e senza la necessità del consenso del lavoratore, realizzare processi di mobilità di personale...». Tradotto: in teoria i lavoratori della Labronica, società tutta del Comune, potrebbero finire per indossare la divisa di altre aziende controllate: Aamps lo è al cento per cento. Poi nell’elenco delle controllate ci sono Spil, Casalp...

Resta da capire come questo passaggio avverrebbe (Cosimi ha tirato fuori anche la parola «holding delle partecipate») e con quali criteri. Intanto, nei giorni scorsi, sono stati riuniti alcuni presidenti.

Ma cosa c’è di certo sulla strada del Caprilli? «Il 10 settembre – fa sapere Cosimi – abbiamo scritto al dirigente del ministero, Stefano Vaccari, per chiedere di recuperare le nove giornate perse tra giugno e luglio, che sommate alle sei tolte dal calendario, fanno 15 giornate non corse». I dirigenti del ministero si riuniranno martedì per valutare se ci sono le condizioni economiche.

Tutto mentre resta aperta la partita con la società pisana Alfea, che stando agli accordi presi negli ultimi due anni, dovrebbe gestire l’ippodromo livornese per i prossimi trenta. I rapporti restano tesi e continua lo scambio di lettere tra San Rossore e il municipio. È lo stesso Cosimi a riferire al consiglio che Alfea ha inviato una nota nella quale ripete di avere subito un danno e definisce l’amministrazione «inadempiente». Con chiaro riferimento al tira e molla coi lavoratori (dei quali Alfea voleva la liberatoria), ai ritardi nella partenza della stagione, alla mancata gestione dell’impianto da gennaio scorso, come previsto. «Con Alfea – riferisce Cosimi – abbiamo usato la diplomazia formale e non formale. Ora siamo arrivati a un punto. La società ha fatto un’offerta che abbiamo accettato: assunzione di sette lavoratori più tre, frutto di una relazione con la Regione. Aspettiamo che ci dica quando viene a firmare. Non ci sentiamo minimamente inadempienti: alcune condizioni non sono nella nostra podestà, i diritti soggettivi dei lavoratori devono essere discussi su altri tavoli».

E il campo da golf in Banditella? «La Federazione italiana Golf e i soggetti che lavorano con lei – chiude il sindaco – hanno preso possesso dell’area e hanno iniziato la pulizia: mi aspetto la proposta per l’assunzione di cinque lavoratori».

Juna Goti

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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