Il Tirreno

Livorno

la segretaria replica dopo la denuncia

«Non ero in malattia Il concerto? Fu un regalo»

LIVORNO. «Non ero in malattia ma in un periodo di astensione dal lavoro per partum, una circostanza per la quale sono stata sottoposta a controlli da parte di specialisti. Per quello che riguarda il...

2 MINUTI DI LETTURA





LIVORNO. «Non ero in malattia ma in un periodo di astensione dal lavoro per partum, una circostanza per la quale sono stata sottoposta a controlli da parte di specialisti. Per quello che riguarda il concerto di Robbie Williams al quale ho partecipato il 31 luglio scorso si trattato di un regalo: con il mio fidanzato siamo andati a Milano a trovare mio zio che ci mi dato un biglietto per un posto a sedere allo show».

A parlare, attraverso il suo legale, l’avvocato Bruno Neri, è la segretaria denunciata dalla sua datrice di lavoro, titolare di un’agenzia immobiliare, perché avendo «una gravidanza a rischi», invece di riguardarsi avrebbe partecipato ad aventi mondani: dal concerto a San Siro dell’ex cantante dei “Take That” alla partita del Livorno per poi postare le foto dell’evento sul proprio profilo Facebook.

«Possiamo dimostrare la regolarità e la correttezza del comportamento della mia cliente - prosegue Neri -. La signora aveva un contratto di apprendistato di trentasei mesi. E nel mese di aprile ha presentato un’astensione dal lavoro a causa della gravidanza. Non si tratta della classica malattia dove ci sono orari da rispettare, bensì di una condizione incompatibile con l’attività lavorativa. In queste ore - insiste - stiamo invece svolgendo delle attività per verificare la correttezza del comportamento della datrice di lavoro, in merito alla compatibilità tra la sua iscrizione ad un albo professionale e la titolarità di un’azienda, sulla consegna del prospetto paga e rispetto ai contributi Inps».

Intanto ieri è scaduto il certificato che la dipendente aveva presentato a giugno della durata di tre mesi.

Adesso toccherà agli investigatori - il caso è nelle mani dei carabinieri - verificare la veridicità delle due posizioni.

Da un lato, infatti, la titolare dell’agenzia ipotizza nei confronti della dipendente il reato di truffa sostenendo che nonostante i certificati presentati per la gravidanza a rischio, avrebbe tenuto comportamenti non idonei per un quadro clinico simile.

Dall’altro la posizione della diretta interessata è semplice: non ero in malattia, non avevo obblighi e con i miei comportamenti non ho messo a rischio la gravidanza. Anzi, la persona che è nel torto è la titolare dell’azienda.

RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web