Sicurezza
Authority: colpa di vecchi guai
«Un quarto dei 50 milioni investiti dal 2005 li abbiamo spesi negli ultimi 2 anni»
LIVORNO. Se nel 2013 sono stati revocati finanziamenti che dovevano essere spesi nel periodo dal 2002 al 2010, dipende dal fatto che al vertice dell’Authority ci si «trova oggi a dover fare i conti con pregressi nodi irrisolti che fatalmente sono venuti al pettine». Tradotto: su «un totale di 50 milioni di euro della legge n.166/2002 spesi dal novembre 2005 ad oggi, oltre 13 milioni (pari al 26,36%), sono stati spesi nell'ultimo biennio».
Il presidente Gallanti non ci sta a finire sulla graticola come quello che non riesce a spendere i soldi che ha in cassaforte e dunque è costretto a girare a Savona 10 milioni di euro.
Gallanti mette nero su bianco a cosa era applicabile la revoca dei finanziamenti riguardo a «interventi per i quali non fossero ancora state bandite le gare». Per Livorno si tratta: 1) 4 milioni di euro per il dragaggio dell'imboccatura sud; 2) 600 mila euro per la sistemazione delle aree ex Toscoplast; 3) 5 milioni di euro per la realizzazione della banchina lato sud molo Mediceo; 4) poco più di 2 milioni di euro per la costruzione della palazzina uffici; 5) 5,7 milioni di euro per la realizzazione del Canale Bellana/Darsena nuova; 6) 516mila euro come residuo per acquisto aree Rfi nella Darsena Toscana sponda est.
«Per ciascuno di questi interventi c'è ovviamente una ragione se dal 2002 e dal 2005 non si è pervenuti alla loro concretizzazione, che può andare dalla non cantierabilità alla valutazione di non priorità tra le opere da realizzare», dice Gallanti. Dall’Authority si segnala che quanto al dragaggio dell'imboccatura sud, «la gara era praticamente pronta ed il finanziamento non sarebbe stato revocato se il Parlamento avesse approvato l'emendamento che spostava la dead line dalla data di entrata in vigore del decreto-legge a quella di entrata in vigore della legge di conversione». Comunque, l'opera «è stata immediatamente rifinanziata, aggiudicata ed eseguita». E gli altri interventi? «Ad esclusione dell'acquisto delle aree Rfi e della sistemazione della ex Toscoplast, sono regolarmente inseriti nel Piano triennale».
L’ultima sottolineatura riguarda il fatto che Gallanti si volesse “nascondere” facendo esporre il proprio numero due. Il presidente respinge al mittente l’accusa. Gira al largo dalle polemiche ma tiene a precisare che in base «all’articolo 10 comma 4» della riforma portuale fra i compiti del segretario generale c’è anche quello di rispondere ai media, a maggior ragione se si tratta di «rimodulazioni finanziarie e non a scelte strategiche». Anche altri hanno subito la mannaia del ministero? Nessuna scusa consolatoria né minimizzazione ma solo «completezza di informazione». Infine la stoccata: su questi temi con Provinciali – conclude Gallanti – c’è «perfetta sintonia di vedute e di metodo».
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