Gioco
Indagato per il furto del lavandino «Era tutta roba mia»
LIVORNO. Attilio Lorenzon, 69 anni, origini piemontesi e residenza in via Calzabigi, è indagato con le accuse di danneggiamento e soprattutto per il furto del proprio (ex) lavandino, e ora rischia...
LIVORNO. Attilio Lorenzon, 69 anni, origini piemontesi e residenza in via Calzabigi, è indagato con le accuse di danneggiamento e soprattutto per il furto del proprio (ex) lavandino, e ora rischia - a rigor di codice penale - nel caso in cui venga condannato, una pena da uno a sei anni di reclusione.
La storia che il suo avvocato Francesco Atzeni definisce «paradossale», inizia nel novembre di due anni fa quando la casa di proprietà di sua parente e nella quale abitava è stata venduta. «Con l’acquirenti - spiega il legale - si erano messi d’accordo che le chiavi sarebbero state riconsegnate quindici giorni dopo il versamento della somma richiesta. Tra il deposito del denaro e la consegna - prosegue - il mio cliente è andato nella vecchia casa e ha preso le cose di sua proprietà e per farlo si è fatto aiutare da alcuni operai. Tra la roba da prendere c’era anche il mobiletto nel quale era incastonato il lavandino e per portarlo lo ha dovuto smontare e poi messo fuori dall’appartamento». Quando il nuovo proprietario si è presentato a casa, in via di Montenero, non ha trovato il lavandino e ha fatto denuncia. Nel capo di imputazione a Lorenzon viene contestato il danneggiamento del bagno e l’allagamento e soprattutto il furto. «Perché - si legge - al fine di trarne profitto si impossessava del lavandino e della specchiera del bagno introducendosi nell’appartamento e sottraendoli al proprietario con l’aggravante di aver commesso il fatto con destrezza». Quel lavandino - è la replica - valeva 100 euro.
Ieri per l’astensione degli avvocati l’udienza preliminare è stata rinviata.
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