Il Tirreno

Livorno

Il giudice premia i precari «La Croce Rossa li assuma»

di Maria Giorgia Corolini

Il Tribunale del Lavoro ha dato ragione a due dipendenti con contratti a tempo Solo in provincia di Livorno i casi simili sono dodici. «Speriamo sia l’inizio»

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LIVORN O. Il giudice premia i precari. A depositare una sentenza che potrebbe rivelarsi storica è stato il Tribunale di Firenze- sezione lavoro- che con la decisione di una settimana fa ha accolto il ricorso di due dipendenti precarie della Croce Rossa Italiana, e condannato la stessa ad assumerle a tempo indeterminato.

Quello delle due cittadine, che da dieci anni lavoravano con contratti a termine per l'associazione di soccorso, non è un caso unico: solo lo studio legale associato Nieri-Lugetti-D'Alesio, che ha ottenuto la stabilizzazione per le due lavoratrici fiorentine, segue altri 24 casi in Toscana, di cui 12 nella provincia di Livorno (gli altri tra Firenze e Massa).

Tutto è iniziato qualche anno fa quando un dipendente della Cri di San Vincenzo si rivolse allo studio legale livornese attraverso la Cisl.

Da allora altri lo hanno seguito e i casi sono diventati 26, andandosi ad aggiungere ai molti sparsi sul territorio nazionale.

Già, perché all'interno dell'associazione era ormai diventata prassi rinnovare le assunzioni di anno in anno per tutti quei lavoratori che, complice una terminologia ambigua, venivano considerati occasionali nonostante avessero prestato servizio per periodi di tempo lunghi.

È il caso di fare un passo indietro: era il dicembre 2006 quando il governo Prodi, con la Finanziaria 2007 (L. 269/2006), creò apposite misure per la stabilizzazione del personale precario presso le pubbliche amministrazioni, misure che furono poi ampliate ed integrate con la Finanziaria dell'anno successivo.

Dalle due leggi emerse l'obbligo per gli enti pubblici di assumere a tempo indeterminato il personale non dirigenziale che, dopo essere stato assunto tramite concorso pubblico e aver lavorato a tempo determinato per almeno tre anni- anche non consecutivi- ne avesse fatto richiesta.

Ed ecco il nodo della questione: Croce Rossa avrebbe selezionato e assunto a tempo indeterminato soltanto quei lavoratori che erano stati originariamente assunti per svolgere mansioni istituzionali, escludendo quelli che da sempre svolgevano le attività cosiddette “in convenzione” (o per conto terzi, ad esempio per conto delle Asl).

Peccato però che gran parte dei lavoratori di Cri svolgesse mansioni di questo genere, come ad esempio la guida e il trasporto dei mezzi di soccorso, e che lo stesso statuto dell'associazione le consideri come attività proprie.

Dalla parte dei dipendenti si è schierata a marzo anche la Corte di Cassazione che, respingendo il ricorso di Croce Rossa contro i lavoratori, ha negato che l'attività svolta in convenzione possa essere considerata occasionale o transitoria e ha obbligato l'associazione al pagamento delle eventuali differenze retributive.

Ecco il motivo di tante cause pendenti, anche nella nostra provincia, ed ecco perché la decisione del giudice fiorentino Anna Maria Davia è così importante.

«Questa sentenza conferma l'orientamento giurisprudenziale degli ultimi mesi, iniziato con la sentenza della Cassazione di Marzo - spiega l'avvocato Lucia Lugetti - Speriamo sia l'inizio di una serie di sentenze positive, tante delle quali riguarderebbero da vicino cittadini livornesi». Che sperano finalmente che il volontariato faccia giustizia.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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