Il Tirreno

Livorno

Tre indagati per l’estorsione ai Montano

di Federico Lazzotti
Tre indagati per l’estorsione ai Montano

Nelle settimane scorse la squadra mobile ha effettuato diverse perquisizioni. Minacce legate al mondo degli affari

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LIVORNO. Sono tre le persone indagate per la tentata estorsione alla famiglia Montano e in particolare ai danni di Mario, ex olimpionico di scherma, ora imprenditore nel settore della nautica, e padre di “Aldino”, oro ad Atene nella sciabola individuale.

È quanto emerge delle indagini coordinate dal pubblico ministero Giuseppe Rizzo e portate avanti nel massimo riserbo dagli agenti della squadra mobile. Un silenzio dentro al quale gli investigatori lavorano dall’8 luglio scorso quando a casa Montano, in zona piazza Magenta, è arrivata una lettera.

All’interno un messaggio molto esplicito nel quale si faceva riferimento alla cifra che sarebbe l’imprenditore avrebbe dovuto versare nei giorni successivi alla ricezione della lettera, altrimenti - era la minaccia - ci sarebbero state conseguenze per la famiglia.

Poche ore dopo aver aperto la busta e letto il biglietto, Mario Montano si è presentato in Questura per sporgere denuncia accompagnato dal cognato, l’avvocato Alberto Uccelli.

Dopo aver ascoltato l’imprenditore, gli agenti hanno inviato gli atti in Procura ed è iniziato il lavoro di indagine. La lettera è stata sequestrata e spedita in laboratorio per verificare la presenza di impronte, dopodiché gli agenti hanno iniziato a setacciare la vita dei Montano.

Nonostante le bocche cucite quello che gli investigatori hanno capito fin da subito è che gli autori potevano essere individuati tra chi aveva con il capostipite della famiglia rapporti d’affari.

Montano, infatti, è titolare di un cantiere navale che ha sede in via Pisa, al varco Valessini del porto. Ed è lì che si è cominciato a cercare. Fino a quando non sono arrivate le prime conferme che hanno spinto il pubblico ministero a chiedere (ed ottenere) le perquisizioni domiciliari nei confronti dei sospettati. I loro nomi, per il momento, sono top secret ma si tratterebbe di personaggi che frequentano la zona tra Livorno e Pisa.

Su uno di questi, in particolare, si sarebbero concentrati i sospetti degli inquirenti. Evidentemente durante le perquisizioni gli agenti hanno trovato elementi che potrebbero inguaiarlo. Una carta simile a quella usata per la lettera minatoria? L’indirizzo del destinatario dell’estorsione?

«Le indagini proseguono - spiegano dalla Procura - e siamo convinti di aver preso la strada giusta».

Al momento però manca ancora il movente per spiegare il tentativo di estorsione. Anche se il motivo che può avere spinto l’autore o gli autori della lettera a prendere di mira proprio la famiglia dell’ex schermidore potrebbe essere la supposizione di una disponibilità economica.

In ogni caso le minacce sono state prese sul serio. Infatti subito dopo la denuncia, il caso è stato analizzato dagli investigatori e vista la serietà della situazione, dopo una riunione tra forze dell’ordine e funzionari della prefettura, è stata attivata anche una forma di protezione.

Si tratta di una speciale vigilanza che viene applicata alle persone o agli obiettivi ritenuti a rischio, secondo una scala di interventi che prevede vari livelli fino ad arrivare (ma non è questo il caso dei Montano) alla scorta. Nel recente passato una attenzione simile, dopo episodi di minacce, è stata riservata al pubblico ministero Luca Masini e al sindaco di Livorno Alessandro Cosimi. Le indagini per risalire agli autori delle minacce nei confronti di questi due noti personaggi sono ancora in corsa.

Quella che riguarda la tentata estorsione alla famiglia Motano sembra, invece, aver avuto una svolta e a distanza di due mesi dalla ricezione della lettera non sono stati registrati altri episodi che potevano creare allarme.

@fedelazzotti

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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