La protesta
«Qualche disagio ci sarà ma siamo un modello»
LIVORNO. Dottoressa Gabriella Marinelli, come presidente della sezione penale del Tribunale di Livorno come state affrontando l’arrivo dei fascicoli e dei processi provenienti dalle tre sedi...
LIVORNO. Dottoressa Gabriella Marinelli, come presidente della sezione penale del Tribunale di Livorno come state affrontando l’arrivo dei fascicoli e dei processi provenienti dalle tre sedi soppresse?
«Se guardo la situazione di altre sezioni penali in Italia tiro un sospiro di sollievo. Qui da noi i fascicoli provenienti dai tribunali soppressi sono stati già sistemati, sebbene provvisoriamente. Certo è che quale disagio ci sarà, non possiamo negarlo, soprattutto all’inizio. Penso ai giudici monocratici che hanno tutti procedimenti di una stessa zona, ad esempio l’Elba o Piombino. Dovranno fissare le udienze alle 9 del mattino il che vorrà dire per testi ed avvocati fare il viaggio in orari proibitivi».
Come si potrà ovviare, oppure limitare certi disagi?
«La digitalizzazione è senza dubbio una strada da percorrere perché vorrà dire limitare i viaggi degli avvocati fuori sede e dunque meno costi per i clienti, ma la completa attuazione di questo modello è ancora lontano. Ecco perché - come ripeto servirà un po’ di tempo per oliare l’ingranaggio».
In questo senso è determinate il personale.
«Le faccio solo un esempio: ad ottobre sono in agenda 52 udienze. Ecco perché sarà determinate sapere al più presto quanti cancellieri avremo a disposizione. Perché sono loro il motore del tribunale. Ed è merito anche di queste persone se siamo un modello. A Livorno, infatti, siamo bene al di sotto dei tempi previsti dalla legge Pinto per lo svolgimento del primo grado di processo. Qui, in media, per arrivare ad una sentenza davanti ad un giudice monocratico servono 265 giorni e due anni per un giudizio collegiale».
Questa riforma che ha riscritto la geografia della Giustizia è stata criticata da molti, Lei che ne pensa?
«La funzione dell’accorpamento è migliorare qualità e funzionalità. Vero è che sono poche le realtà in Italia dove sono sparite tre sezioni in un territorio delle dimensioni di quello di Livorno. Detto fuori dai denti se fosse rimasto il vecchio pretore che si occupava, a Piombino, sia del civile che del penale, oppure aver mantenuto sezioni specializzate, ci sarebbero stati meno disagi. Ma il codice non lo prevede. Altra cosa riguarda l’Elba, qui i problemi riguardano i collegamenti, sarebbe opportuno istituire un traghetto che colleghi Livorno a Portoferraio».
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