Gioco
«Per i furbetti la pacchia sta per finire»
Grassi (presidente Asppi): la tassazione futura non terrà più conto solo della rendita e poi ci sarà la revisione catastale
LIVORNO. «Di fronte a casi del genere è lecito parlare di ingiustizie. Ma le distorsioni del sistema saranno risolte con i nuovi strumenti di tassazione e di classificazione catastale».
Sirio Grassi non cerca giri di parole per definire il comportamento dei "furbetti" che hanno censito ville e villini come abitazioni civili, o che non hanno aggiornato la categoria catastale in seguito a ristrutturazioni. E a Livorno, sulla base dei dati in catastali in possesso del Comune (pubblicati negli altri articoli in pagina), sono centinaia gli immobile che risulterebbero “declassifficati”.
Il presidente di Asppi Toscana (associazione sindacale piccoli proprietari immobiliari) mette però in guardia coloro che fino a oggi si sono avvantaggiati con simili scappatoie: la pacchia, alla luce delle future normative, starebbe per finire...
Il guadagno nel classificare una villa o una villetta (categoria A9 o A7) al pari di una civile abitazione (categoria A2) è ovviamente di tipo economico. «L'inserimento in una categoria al di sotto del valore reale - conferma Grassi - permette al proprietario di pagare meno in termini di Imu, se non di rimanerne addirittura esente, come in caso di abitazioni signorili non dichiarate come tali (le categorie A1 e A8 pagano comunque l’imposta sulla prima casa, ndc). Discorso identico per l'Irpef. Se il fenomeno acquista dimensioni rilevanti (sembra proprio il caso di Livorno, ndc) allora le ripercussioni negative per un ente pubblico sono enormi».
Ma com’è possibile che si sia creata una situazione simile nel corso degli anni? E com'è possibile che così tanti "furbetti" abbiano agito indisturbati per decenni, fino a ritrovarci oggi con una fotografia catastale della città molto diversa dalla realtà?
«Leggi e controlli - spiega il presidente di Asppi - probabilmente non sono stati così puntuali. Ma va detto che è difficile vigilare su una materia simile».
«Inoltre il censimento - ricorda Grassi - è affidato a un libero professionista, cioè a un tecnico che conosce la legge, la interpreta, e spesso trova il modo di garantire al cliente una classificazione economicamente più favorevole. La categoria catastale, ad esempio, è determinata anche dall'elenco dei materiali: basta dire che le mattonelle sono di calcestruzzo e non di ceramica per ottenere un valore più basso del reale». Ma in che modo le misure del Governo potrebbero ristabilire l'equilibrio? «Partiamo dalla Service tax: Con l'Imu il valore della tassa era determinato da una semplice moltiplicazione tra coefficienti e rendite catastali. Perciò se il valore catastale era ridotto, il proprietario pagava meno di quanto avrebbe dovuto. La Service tax, invece, sarà collegata ai servizi, che ne aumenteranno il valore anche per chi in termini di catasto ha dichiarato un dato sbagliato, per errore o volontariamente». La questione principale è però il nuovo ordinamento catastale. La riforma sarà innanzi tutto l'occasione per individuare gli immobili non censiti, ma anche quelli che non rispettano la destinazione d'uso o la categoria attribuita, oltre ai terreni edificabili accatastati come agricoli e gli immobili abusivi. Ma c'è dell'altro: «Ad oggi la tassazione sull'immobile è individuata solo tramite le rendite catastali, mentre con i nuovi meccanismi ci sarà anche il valore patrimoniale».
In altre parole, il nuovo catasto recherà due diversi dati per ogni unità immobiliare, costruiti con diversi algoritmi per ogni zona censuaria o microzona (la scelta non è ancora stata fatta).
Una rivoluzione che, secondo l'Asppi, eliminerà gran parte delle distorsioni, con le tipologie catastali che saranno riclassificate d'ufficio in seguito all'analisi sul territorio. «L'Osservatorio del mercato immobiliare, di cui faccio parte - conclude Grassi - sta già predisponendo gli atti per recepire al meglio i cambiamenti che al momento sono al vaglio del Parlamento. Siamo certi che le nuove leggi metteranno un limite a un fenomeno spiacevole come quello delle classificazioni catastali sottostimate».
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