Gioco
I resti trovati ai Tre Ponti sono di Matteo
Il test del Dna ha confermato la versione dei carabinieri. Ora il trentenne avrà una sepoltura
CASTELFRANCO DI SOTTO. L’esame del Dna ha emesso il proprio verdetto. Le ossa rinvenute in mare lo scorso 10 luglio, davanti all’affollatissima spiaggia dei “Tre Ponti”, appartengono al cadavere di Matteo Maestri, il trentenne di Castelfranco di Sotto che nel pomeriggio del 27 agosto 2011 scomparve davanti agli occhi dei propri amici mentre si trovava alle “Vaschine” a Calafuria. Quel giorno il mare era indiavolato e un’ondata si portò per sempre via il giovane del Valdarno.
Dopo oltre due anni, c’è la conferma che Matteo fu ucciso dalla forza del mare. Quello stesso mare che ha poi trattenuto quasi due anni le spoglie del giovane Maestri.
A dare una prima svolta alle indagini sul ritrovamento delle ossa furono due indizi molto precisi, ovvero il costume da bagno e un paio di pantaloncini recuperati insieme alle parti di cadavere. Nelle ore successive arrivarono subito delle importanti conferme, relative al fatto che la descrizione e la marca dei due indumenti corrispondeva a quelli indossati effettivamente dal trentenne. Lo riferirono ai carabinieri i familiari più stretti e gli amici che quel maledetto giorno si trovavano insieme a lui sugli scogli del Romito.
A quel punto, l’ultima parola passò agli esami di laboratorio, con lo scopo di affermare con certezza che si trattava dei resti di Matteo. Ai genitori del giovane fu appunto chiesto un campione di dna da comparare con quello delle ossa ritrovate. Il pubblico ministero Giuseppe Rizzo, titolare dell’inchiesta, affidò subito l’incarico di eseguire i test ad un medico legale, il quale scelse poi di farsi affiancare da un’antropologa forense. Sabato scorso i risultati dei test del dna si sono conclusi e hanno chiarito in modo inequivocabile che quei resti appartengono a Matteo Maestri. I carabinieri di Livorno hanno quindi provveduto ad informare dell’esito delle analisi i genitori, i quali, quindi, a distanza di oltre due anni dalla tragedia che ha portato via loro il figlio di 30 anni possono avere dei resti su cui piangere e a cui, soprattutto, dare una degna sepoltura.
Intanto, resta viva la sua bacheca Facebook. Proprio pochi giorni fa Sergio Coppola, dell’Arci Cuoio, associazione per la quale Matteo lavorava come responsabile del cinema all’aperto, postava: «È finito il cinema anche quest’anno e ci sei mancato. Ciao».
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