Gioco
Fascicoli negli scatoloni È caos al tribunale civile
Disagi per gli avvocati nel primo giorno di udienza post accorpamento E spuntano gli aumenti sui pignoramenti: «Da dieci euro ora costano ottanta»
LIVORNO. Pensate se entrando a scuola per il primo giorno vi trovaste costretti a fare lo slalom lungo i corridoi tra arredi e scatoloni; arrivati in aula per essere interrogati ecco una lunga attesa. E finito l’esame decidete di fare merenda, ma scoprite che la schiacciatina che fino a ieri costava un euro oggi ne costa 8.
Per fortuna gli avvocati civilisti ai quali ieri è stata chiesta una somma otto volte più alta rispetto al passato per la notifica di un pignoramento avevano il bancomat in tasca. Così sono usciti dal tribunale civile di via del Larderel, sono andati alla prima banca lungo la strada, hanno prelevato e successivamente hanno potuto pagare quanto richiesto.
Questo è solo uno dei disagi con i quali hanno dovuto fare i conti avvocati, dipendenti e magistrati nel primo giorno di lavoro dopo la riforma della Giustizia che ha ridisegnato la geografia dei tribunali italiani e che in provincia di Livorno ha visto scomparire tre sezioni distaccate: Portoferraio, Cecina e Piombino.
L’avvocato Rosalia Di FalCo, ad esempio, è partita ieri mattina da Piombino: sveglia prima delle 7, mezz’ora dopo in auto in direzione Livorno. «Avevo un’udienza di sfratto alle 9 al tribunale civile. Un impegno che al tribunale di Piombino mi avrebbe portato via dieci minuti. Invece quando sono arrivata ho trovato la lista degli altri avvocati fuori dall’aula. Ero la numero 28. Alla fine di nomi su quella lista ce n’erano sessantina. Nel mio caso l’attesa si è prolungata fino alle 13 quando finalmente è stato il mio turno». Per altri colleghi la giornata fuori dall’aula è finita ben oltre.
Ma chi lavora in tribunale ovviamente non ci sta a fare la figura del bersaglio dopo essersi adattato alla bene e meglio come hanno fatto nella sede penale dove i dipendenti si sistemati nella vecchia chiesa sconsacrata. «Le sezioni distaccate - dicono - sono rimaste aperte fino a pochi giorni fa e serve un tempo tecnico per sistemare i fascicoli».
Ecco perché alcuni avvocati che volevano consultare gli atti, ieri, si sono sentiti rispondere che sarebbero dovuti passare la settimana prossima nonostante l’urgenza. «Il decreto ingiuntivo che cerca - si è sentito rispondere uno di questi - è ancora imballato e non sappiamo dov’è».
Ma tra le sorprese, quella più sorprendente riguarda il ritocco delle tariffe per la richiesta di pignoramento. Prima della accorpamento - infatti - i legali si presentavo dall’ufficiale giudiziario e con 10 euro completavano l’operazione. Adesso come spiega l’avvocato Di Falco «per fare la stessa operazioni ho dovuto pagare 80 euro». In pratica un euro a chilometro visto che la richiesta era sul territorio di Piombino.
Colpa, ovviamente della soppressione delle sedi distaccate. Così da ieri gli ufficiali per eseguire un pignoramento devono prendere la macchina e raggiungere il luogo prestabilito. «Sono curiosa di sapere quanto costa farlo all’isola d’Elba», si domandano in molti.
Le cose - sperano tutti - sono destinate a migliorare ma le conseguenze potrebbero costare care: più spese per i legali fuori sede e tempi più lunghi in attesa che la digitalizzazione entri a pieno regime. Così il presidente degli ordine degli avvocati Vito Vannucci ieri ha firmato una richiesta di incontro urgente indirizzata al presidente del tribunale Vincenzo Martorano.
«Vogliamo essere coinvolti perché pensiamo di poter dare una mano per ottimizzare l’organizzazione - dice - Poi ovviamente le decisioni finali non spettano a noi. In ogni caso dal Consiglio nazionale l’ordine è quello di monitorare l’andamento dell’iter di accorpamento per poi rivolgersi al Parlamento».
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