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Al via il restauro del faro che presto tornerà visitabile
LIVORNO. Sono appena cominciati i lavori di restauro del faro del porto labronico: da qualche giorno è infatti possibile vedere la parte basale del grande manufatto affacciato sul mare circondata da...
LIVORNO. Sono appena cominciati i lavori di restauro del faro del porto labronico: da qualche giorno è infatti possibile vedere la parte basale del grande manufatto affacciato sul mare circondata da un ponteggio in allestimento destinato a raggiungerne la sommità senza tuttavia pregiudicarne la fondamentale funzione di segnalamento per il traffico marittimo.
Trascorsi quasi sessant’anni dalla sua ricostruzione il faro necessita infatti di un intervento di manutenzione straordinaria rivolto essenzialmente al restauro dei comenti che uniscono i conci in pietra verrucana di San Giuliano costituenti il paramento esterno. Verrà inoltre ripristinata l'impermeabilizzazione dei ballatoi situati intorno all'area di giunzione fra i massicci elementi tronco-conici che ne formano il corpo di fabbrica.
Per l'intervento, eseguito sotto l'egida della Soprintendenza, è stimata una durata di duecento giorni, ma il dato si presta ad una certa elasticità, sia per l'incognita rappresentata dalle condizioni meteo (il luogo è particolarmente esposto), sia perché durante i lavori, nonostante l'accurata prospezione del paramento eseguita in precedenza, può sempre saltare fuori qualche elemento in più da aggiustare.
Alto cinquantadue metri, il faro di Livorno è noto anche come “Fanale di Pisani”: attribuito a Giovanni Pisano la sua origine risale infatti ai primi del Trecento quando la Repubblica di Pisa volle innalzare un grande fanale in sostituzione di quelle andato distrutto nel 1284 durante la battaglia della Meloria.
Nel 1584 il fanale ospitò quindi al suo basamento il primo lazzaretto di Livorno. Demolito nel 1944 dai genieri tedeschi in ritirata il fanale fu ricostruito fedelmente nel dopoguerra utilizzando gran parte dei materiali ricuperati dalle macerie ed inaugurato alla presenza del presidente della Repubblica, Giovanni Gronchi, il 16 settembre 1956, esattamente cinquantasette anni fa.
Dotato di ottica rotante, completamente automatizzato e con una portata di 24 miglia marine, il Fanale dei Pisani, come le decine di altre strutture analoghe presenti lungo le coste italiane, è inquadrato nel Servizio Fari delle Marina Militare e dipende, in particolare, dal Comando Zona Fari-Alto Tirreno (Marifari) con sede alla Spezia. Divenuto uno dei simboli di Livorno la sua sagoma è addirittura comparsa in passato sulle etichette di alcuni prodotti di fabbricazione locale (varechina, etc.).
Ed appena terminato il suo restauro, il faro potrà nuovamente diventare meta di visite guidate da parte di comitive e scolaresche che potranno così salire sino in cima ad osservarne il meccanismo di funzionamento ed anche a cogliere un panorama davvero insolito e riscoprire ciò che un tempo era considerata una delle strutture più affascinanti della città: sia per la struttura sia per il simbolo che il faro ha sempre rappresentato nella storia e nella letteratura non solo nazionale.
Così come avviene di consueto per il faro del Forte Stella, all’Isola d'Elba, oppure per la celebre Lanterna di Genova, la città avrà di nuovo il “suo” faro.
Roberto Riu
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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