Il dolore
Rissa con coltelli e bastoni, un arresto
Chiuso per un mese il circolo Bimbo’s: caos in piena notte, presa a botte anche la madre di uno dei coinvolti. Cinque denunce
LIVORNO. Basrtoni, mazze da biliardo, coltelli, un pitbull, colpi di casco. E tanta violenza. Non manca proprio nulla alla mega rissa che l’altra notte ha insanguinato via della Bassata. Una ventina le persone coinvolte, quattro feriti di cui uno grave. E sul fronte delle indagini, un arresto e cinque denunce. In più c’è un circolo, il Bimbo’s club che ha sede proprio in via della Bassata, chiuso per trenta giorni dal questore: la rissa infatti è nata lì (la polizia ha trovato dentro tracce di sangue) e poi s’è sviluppata all’esterno. Coinvolto anche il titolare, ferito a un fianco.
È notte fonda quando un tunisino di 18 anni entra nel locale. Subito fra il giovane e un gruppo di italiani nasce una lite, pare dovuta a motivi banali: fatto sta che, in base a quanto appreso, il tunisino viene mandato via. Poco dopo il 18enne - regolare in Italia, abita con la famiglia nelle case dell’emergenza abitativa sulla stessa via - torna con un cane, una specie di pitbull, che lui stesso aizza contro un ragazzo livornese, che lavora in un ristorante della città. Quest’ultimo riporta ferite con ha una prognosi di 10 giorni.
L’aggressione con il cane scatena un putiferio e scoppia una violenta rissa - iniziata nel locale e proseguita fuori - nel corso della quale il tunisino padrone dell’animale viene colpito a colpi di casco da una decina di persone clienti del bar. In suo aiuto arrivano i familiari tra cui il fratello (ora ricercato dalla polizia) che tira fuori un coltello e colpisce un livornese di 42 anni, Harry Cambi, titolare del Bimbo’s, ferendolo con due fendenti al fianco. La rissa va avanti fino a quando qualcuno tra i presenti e alcuni residenti, svegliati dalle grida dei ragazzi in strada, chiama la polizia. Sono le tre quando accorrono due volanti, ma sul posto non c’è nessuno se non due giovani che però, interpellati dagli agenti, parlano solo di una “lite”. Ma i poliziotti non sono convinti e danno il via agli accertamenti. È allora che incrociano una tunisina che disperata chiede il loro aiuto: «Mio figlio è a casa al letto, privo di coscienza, è stato massacrato». Scatta l’allarme al 118 che invia sul posto un’ambulanza della Svs che porta in ospedale il giovane.
Ma non è tutto: i poliziotti riescono a entrare nel club e vi trovano il titolare, Harry Cambi, ferito al fianco da arma da taglio. Anche lui viene medicato dalla Svs e poi portato in ospedale. Nel locale c’è anche una ragazza agitata e in lacrime, più altre persone. Scattano le indagini e scende in campo anche la squadra mobile. Dagli accertamenti comincia a emergere un quadro più chiaro della situazione.
Ma le brutte sorprese non sono ancora finite: alle sei la madre del tunisino massacrato a colpi di casco, Zina Kahlaoui El Fraiji, 45, viene aggredita da alcune persone con delle bastonate. La donna viene portata in ospedale dalla Svs. Dalle verifiche della polizia sul posto spuntano alcuni oggetti usati nella rissa: un casco jet, un manico di stecca da biliardo e un bastone lungo 33 centimetri. Il questore ha disposto la chiusura temporanea del Bimbo’s per 30 giorni. Intanto continuano le indagini della squadra mobile che è sulle tracce di altre persone che hanno preso parte alle violenze.
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