Gioco
L’odissea di Cinzia due ore di viaggio per arrivare in ufficio
Il primo giorno di lavoro di Cinzia, dipendente pubblica trasferita dall’Elba a Livorno. «Follia e disorganizzazione»
PORTOFERRAIO. Sveglia alle 5, traghetto, un passaggio in macchina. E poi via tutto d’un fiato per arrivare, puntuale, a lavoro. Peccato, però, che al posto dell’ufficio che ancora non è pronto c’è la stanza all’interno di una chiesina sconsacrata, senza computer. E con ancora gli scatoloni imballati sul pavimento. Niente male, insomma, come primo giorno di lavoro. A raccontarcela è Cinzia Toninelli, l’ufficiale giudiziario che fino a venerdì 13 settembre lavorava nella sede distaccata del tribunale di Portoferraio ma, dopo il riassetto degli uffici giudiziari imposto dal governo, è stata trasferita a Livorno. Un trasferimento che si è svolto all’insegna della disorganizzazione.
Il viaggio. Da via Guerrazzi a Portoferraio a via Falcone e Borsellino a Livorno. Un salto che può cambiare la vita. «Ho fissato la sveglia alle 5 per prendere il traghetto alle 6,30. Al porto mi è venuta a prendere in auto la collega di Piombino – racconta Cinzia Toninelli – siamo arrivati alla stazione di Campiglia, giusto per prendere il treno delle 8,25. Alle 9,30 sono arrivata alla stazione di Livorno, dove ho preso l’autobus per il tribunale». L’ufficiale giudiziario è arrivato nella sua nuova sede di lavoro dopo oltre tre ore piene di viaggio. «Pagate tutte di tasca mia, visto che l’amministrazione non rimborsa i trasferimenti e il mio stipendio rimarrà tale e quale a quello che percepivo quando lavoravo a Portoferraio», precisa.
Benvenuta in ufficio. L’arrivo nella nuova sede non è stato meno scioccante del viaggio. «Abbiamo trovato tanta disorganizzazione – racconta l’ufficiale giudiziario elbano – ci hanno sistemato all’interno della chiesina sconsacrata nel chiostro del tribunale. Nella stanza sono state sistemate due scrivanie, con altrettante sedie quando, con me, c’erano altri sei ufficiali giudiziari arrivati dalle sedi di Piombino e Cecina. Non c’è un computer, non abbiamo ancora un collegamento a internet. Non ci sono telefoni e i 7-8 scatoloni con i documenti spediti da Portoferraio, Piombino e Cecina».
Il ritorno. Giusto il tempo per familiarizzare con il nuovo posto di lavoro e l’ufficiale giudiziario è ripartita a fine mattinata, per un viaggio che dovrà compiere regolarmente per consegnare a mano le notifiche ai cittadini dell’Isola d’Elba.
Alle 15,45, con l’arrivo a Portoferraio, la fine dell’odissea, che sarà la giornata di lavoro tipo di Cinzia. In realtà, l’ufficiale giudiziario sarebbe solo a metà dell’opera, dal momento che dovrà iniziare il giro per la consegna delle notifiche a mano ai cittadini e negli uffici pubblici. Ma anche su questo aspetto il nuovo meccanismo si rivela infernale. «A Portoferraio mi muovevo di mattina – spiega – invece a quest’ora gran parte degli uffici pubblici sono già chiusi. Così, addio consegna».
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