Lutto
Estorsione e minacce ai Montano
A far scattare l’inchiesta una lettera anonima destinata al padre del campione con la richiesta di una somma di denaro
LIVORNO. Una lettera anonima con la richiesta di soldi e contenente minacce è stata recapitata nelle scorse settimane alla famiglia Montano. Destinatario del biglietto, il padre del campione, Mario Aldo Montano, imprenditore di primo piano in città: è titolare infatti di un cantiere navale che ha sede in via Pisa, al varco Valessini del porto. Le autorità di pubblica sicurezza hanno preso il caso molto sul serio, attivando anche una forma di protezione per la famiglia.
Sarebbe un caso di tentata estorsione nei confronti di una famiglia che è conosciuta in tutto il mondo per i successi nel campo della scherma (i Montano sono campioni internazionali da tre generazioni), mentre a Livorno sono conosciuti anche per le attività nautiche del padre Mario. Dell’indagine si sta occupando la squadra mobile della polizia che ha informato la Procura: coordina l’inchiesta il pm Giuseppe Rizzo.
L’episodio risale a metà luglio quando all’imprenditore è arrivata una breve lettera - alcune righe - che lasciava poco spazio all’interpretazione: il mittente faceva riferimento alle possibilità economiche della famiglia e chiedeva esplicitamente una somma di denaro all’imprenditore, pena guai e pesanti ritorsioni per lui e i suoi familiari. A quel punto Mario Montano, accompagnato dal suo avvocato di fiducia, il cognato Alberto Uccelli, s’è recato in questura per segnalare il fatto. Da lì è scattata l’indagine volta all’identificazione degli autori del’estorsione. Un caso tutt’altro che facile che dalla stessa Procura definiscono «delicato»: l’indagine è in corso e per il momento si trova ancora in fase iniziale. La lettera non riporta alcuna firma nè altri timbri o segni utili all’identificazione del mittente.
Non è chiaro il motivo che ha spinto l’autore o gli autori della lettera a prendere di mira proprio la famiglia dello schermitore. Ma pare che al centro della vicenda ci siano le attività imprenditoriali del padre. La famiglia dei Montano ha anche interessi nel campo immobiliare. Il caso è stato analizzato dagli investigatori che hanno concentrato l’attenzione sulla vita professionale e le attività lavorative dell’imprenditore per risalire a chi possa avere preso questa iniziativa minatoria. Tutte le ipotesi sono al vaglio degli esperti.
Vista la serietà della situazione, dopo una riunione tra forze dell’ordine e funzionari della prefettura, è stata attivata anche una forma di protezione. Si tratta di una speciale vigilanza che viene applicata alle persone o agli obiettivi ritenuti a rischio, secondo una scala di interventi che prevede vari livelli fino ad arrivare (ma non è questo il caso dei Montano) alla scorta: un agente o un equipaggio di poliziotti viaggia nella stessa auto con la persona ritenuta in pericolo.
Interpellati, i Montano preferiscono non fornire informazioni né commentare la vicenda. Il cognato di Mario Montano, l’avvocato Alberto Uccelli, che assiste la famiglia, s’è detto «meravigliato che la notizia fosse “uscita” perché il successo delle indagini, come più volte convenuto con la questura, è affidato all’assoluto riserbo». Il legale non ha aggiunto altro sulla questione.
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