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Bellana, il Consorzio insiste «700 posti non bastano»

Bellana, il Consorzio insiste «700 posti non bastano»

Mantellassi: assurda l’ipotesi di mettere 300 barche alla banchina 75, ci sarebbe bisogno di costruire un molo per difenderle dalle mareggiate

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LIVORNO. Il "popolo delle barchette" va al contrattacco: non gli va proprio giù l'idea che alla Bellana possano trovare posto «solo 700 barche» e tutt'al più altre 300 possano essere collocate alla banchina 75, a due passi dal bacino insomma. «Chi parla in questo modo non si rende conto di quanti errori mette in fila», dice Piero Mantellassi, presidente del Consorzio nautico che – tiene a precisare – rappresenta «ben 60 cicoli nautici più Fisaps e Arcipesca».

Dove sarebbero questi errori? Mantellassi mette nel mirino soprattutto tre cose riguardo a «alcune voci provenienti dal Comune». La prima: «Le barche da spostare sono 1200: 700 dal Mediceo e 500 dai fossi». La seconda: «Lo spostamento non è provvisorio ma definitivo». La terza: «Alla banchina 75 le barche non possono essere collocate senza la sistemazione di una adeguata protezione all'ingresso del bacino».

Riguardo a quest’ultimo aspetto, dal fronte della piccola nautica cittadina ricordano che «sarebbe necessario costruire un molo per impedire le mareggiate di levante che sono particolarmente violente». E non si tratta di allarmismo o supposizioni solo teoriche: «La precedente esperienza di spostamento per i lavori eseguiti sugli scali Novi Lena fu nefasta per le mareggiate che determinarono l'affondamento di tre barche e il danneggiamento di molte altre», sbotta Mantellassi. E aggiunge: «Nessuno è disponibile a trasferire la propria imbarcazione in quell'area senza che sia adeguatamente protetta con una modifica che la renderebbe inutilizzabile per altro scopo».

Ma il Consorzio nautico mette in mostra anche un qualche ottimismo: gli deriva dal fatto che sul progetto Bellana «proseguono gli incontri con le forze politiche»: a cominciare dalla delegazione dei vendoliani di Sel capeggiata dal numero uno Ghilarducci e da quella guidata da Cannito.

Non solo: nell’incontro con i vertici dell’Authority «bbiamo avuto la netta sensazione sia stato compresa bene la necessità di prevedere l'utilizzazione dell'intera area massimizzazione l'uso per la nautica da diporto minore». Mantellassi ricorda che stiamo parlando di «un'area che sarebbe difficilmente destinabile ad altra utilità e diverso naviglio per il basso fondale che degrada fra i 2 e i 5 metri». E se è vero – si afferma – che «dai primi passaggi con la Capitaneria di porto si era pensato a soluzioni più ridotte», bisogna tener conto che tali soluzioni escluderebbero «la possibilità di soddisfare pienamente quell'esigenza del riassetto di cui si parla da tempo ed ora è divenuto impellente», anche perché «nei dintorni cittadini non esistono luoghi alternativi facilmente adattabili».

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di Redazione web