Sicurezza
Vendevano acciughe scadute da due anni
Maxi sequestro della Capitaneria di porto nei magazzini del mercato centrale Denuncia per la cattiva conservazione al titolare di un banco e multa di 1500 euro
LIVORNO. Cento chili di acciughe salate, in scatola, scadute da circa due anni, riposte in un magazzino nei sotterranei del mercato centrale. Conservate in barattoli di latta arrugginiti.
Un maxi sequestro fatto dalla Guardia costiera al mercato di via Buontalenti giovedì mattina, nel corso di un controllo incentrato sulla correttezza della conservazione e della vendita degli alimenti, in particolare del pescato. Nel mirino degli uomini della Guardia costiera, coordinati dall’ammiraglio comandante Arturo Faraone, è finito un commerciante livornese di 59 anni, titolare di un banco e proprietario del magazzino dove è avvenuto il sequestro. Il commerciante è stato denunciato dalla Capitaneria all'autorità giudiziaria per cattiva conservazione di alimenti.
La scoperta dei militari è avvenuta intorno alle 10 nel magazzino dove il 59enne aveva depositato vari prodotti, tra cui le confezioni in latta di acciughe salate. Come accertato dagli ispettori della Capitaneria di porto i barattoli, dieci latte da dieci chili circa ciascuna, avevano la parte esterna quasi completamente ricoperta e corrosa dalla ruggine, e sopra era riportata la scadenza “novembre 2011”. Una scritta che ha subito fatto drizzare le antenne ai militari , che, a loro volta, hanno allertato per un’ulteriore verifica gli ispettori dell’Asl 6. Gli esperti del settore sanitario hanno certificato l’inidoneità al commercio e al consumo delle acciughe, che sono state quindi sequestrate. Il commerciante è stato invece denunciato per la irregolarità della conservazione degli alimenti e multato al livello amministrativo per la mancanza della documentazione relativa alla provenienza del prodotto: 1500 euro di verbale.
Ascoltato dagli uomini della Capitaneria, il titolare del banco ha garantito che quelle scatole erano ammucchiate lì per essere eliminate: «Le avrei buttate via», ha detto il 59enne ai militari. Tuttavia, sono in corso accertamenti. La cosa che fa insospettire gli investigatori è che il titolare del banco non abbia saputo dare spiegazioni sulla provenienza di quelle acciughe. A volte può succedere che prodotti scaduti ma ancora “buoni” vengano venduti a basso costo: così facendo, l’acquirente avrebbe un notevole guadagno. Ma questa è solo un’ipotesi investigativa, che per ora non trova riscontri e che solo l’operato della magistratura potrà confermare o smentire.
Lara Loreti
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