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Edilporto paga una rata tregua a Magrignano

Edilporto paga una rata tregua a Magrignano

Il consorzio ha fatto a Enel il primo bonifico da 10mila euro per riallacciare la luce La prossima settimana il vicesindaco riunirà le parti. E intanto sulla fideiussione...

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LIVORNO. È tregua per le famiglie del Borgo di Magrignano che giovedì sono rimaste per otto ore senza luce. Ieri dal Comune hanno fatto sapere che «in tarda mattinata è arrivata sui tavoli dell’amministrazione la ricevuta del bonifico fatto dal consorzio Edilporto a Enel». Circa 10mila euro, ovvero una quota del piano di rientro, visto che il debito accumulato dalle cooperative negli ultimi due anni sfiora ormai i 50mila euro.

Com’è noto, giovedì Enel ha staccato l’energia elettrica di cantiere a Salviano 2, perché il consorzio non ha mantenuto gli impegni sottoscritti con la società il 29 maggio, quando in prefettura è stato convocato un apposito tavolo. L'accordo consisteva in un piano di rientro del debito da parte di Edilporto, che deve regolarizzare sia le bollette che gli oneri di allacciamento per stipulare i singoli contratti.

«Il versamento di cui il Comune, dopo un delicato lavoro di mediazione del vicesindaco Bruno Picchi, si era fatto garante – scrivono da Palazzo Civico – ha permesso il riallaccio della luce, consentendo alle circa 50 famiglie che vivono nel complesso di tornare a casa senza ulteriori disagi».

Ma di disagi, in realtà, ce sono ancora tantissimi e le famiglie respirano aria di tregua, più che di soluzione. Lo fa capire la stessa nota del Comune che informa che «la prossima settimana il vicesindaco Picchi convocherà una serie di riunioni con le parti interessate, tese a verificare le possibilità di costruire un percorso che veda i soggetti privati sanare la situazione».

A quanto si sa incontrerà sia l’Enel che il Consorzio per capire come sciogliere il nodo della luce di cantiere.

Ma quello del debito con la società non è l’unico problema sul piatto. Da oltre un anno i cantieri sono fermi e le opere di urbanizzazione (come strade, ponti, casse di espansione) non vanno avanti. Quelle opere, che da convenzione col Comune sono a carico del consorzio, sono garantite da una fideiussione stipulata con una società romana (all’inizio era di 12 milioni, ora dovrebbero essere meno di 4). I vertici del Comune, a quanto si sa, per ora non hanno intenzione di escutere la fideiussione (quindi riscuotere i soldi e fare direttamente le opere): prima vogliono capire se, come sembra, Edilporto tirerà un sospiro di sollievo dalla vendita dell’area ex Feltrinelli. Ma di fronte ai cantieri che non procedono, hanno comunque incaricato gli uffici di fare una fotografia delle opere fatte, collaudate o non realizzate e spedito una lettera a Edilporto, agli avvocati e ai presidenti delle coop informano della predisposizione degli «atti necessari alla tutela del patrimonio pubblico»...(j.g.)

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di Redazione web