Gioco
Così faccio rinascere i “vecchi” abiti e me stessa
La storia di Leandra Casabona e di come, neomamma, ha preso in gestione la pellicceria dove lavorava che rischiava di chiudere: «Ora creo e riparo tutto io»
LIVORNO. «L’ho deciso in un attimo, giusto il tempo di realizzare che stava per crollarmi la terra sotto i piedi, poi il mio istinto ha preso il sopravvento. Le parole hanno preso forma da sole: “se chiudi davvero allora il fondo lo prendo io”».
Il racconto di Leandra Casabona, 38 anni, parte così: dalla fine, che poi, come in ogni storia che parla di un sogno che sta per diventare realtà, è il principio di un nuovo inizio. Il sogno di Leandra fin da bambina era quello di aprire un proprio negozio da stilista e ce l’ha fatta, perché la sua pellicceria in Corso Mazzini 315 è un vero laboratorio da artista. Pellicce, cappotti, cappelli, borse, Leandra crea tutto su misura e dona una nuova vita ai vecchi capi rimodernandoli con il suo stile. E tutto è iniziato proprio da quelle parole pronunciate d’impulso, sull’orlo del baratro della disoccupazione.
«Da anni lavoravo nella pellicceria di Corso Mazzini. Quel giorno, avevo appena finito la maternità, ero passata in negozio per mettermi d’accordo sul mio rientro, visto che sarebbe stata una questione di giorni. – spiega Leandra – E invece mi sono sentita dire che non sarei mai rientrata a lavoro visto che il negozio avrebbe chiuso. “Sono anziana, c’è la crisi, non ho stimoli, mi dispiace”, ecco le parole della proprietaria mentre io ascoltavo sotto choc. Prima di allora non aveva mai accenato niente riguardo alla chiusura, forse anche per farmi trascorrere una maternità tranquilla, io ero scioccata». Uno choc che spinge Leandra ha pronunciare quella famosa frase e realizzare il suo sogno. Un sogno che era chiuso nel cassetto della donna fin dai tempi dell’adolescenza. «Mi sono diplomata a un istituto professionale per sitilisti. Ero una delle migliori del mio anno e poco dopo infatti venni chiamata dalla famosa pellicceria Bianchi. Ho lavorato lì per più di dieci anni, imparando tutto sulle pellicce e su come stare al pubblico. Sono stati anni meravigliosi». La pellicceria Bianchi chiude nel 2003 e Leandra, dopo qualche lavoretto qua e là trova lavoro nella pellicceria Azzurra di Corso Mazzini che 7 anni dopo diventerà sua. «Dentro ho rivoluzionato tutto. Nell’ingresso c’è il negozio con esposte le mie creazioni. Sul retro c’è un vero e proprio laboratorio. Faccio tutto io e non sono mai stata più felice». Determinata e sorridente Leandra ha investito molti suoi risparmi e chiesto un finanziamento alla banca.
«Ma ne è valsa la pena. La risposta dalla clientela in questi anni è positiva. La crisi c’è, ma ha anche portato tante persone a dare più valore alle cose, a tirare il freno sul consumismo sfrenato e dare valore alla qualità. Da me vengono persone che hanno bisogno di capi su misura, ma anche tante ragazze che hanno bisogno di rimordernare o riparare vestiti, pellicce, cappotti, magari un po’ antichi o sciupati, ma dal grande valore affettivo. È bellissimo vedere come tutto possa rinascere, come me – continua Leandra – io sono fortunata ho realizzato due dei miei tre sogni: diventare mamma e aprire il mio negozio».
E il terzo? «Poter insegnare il mio lavoro da artigiana a qualcuno. Ingradirmi e dare un impiego ad altre persone, soprattutto le donne. Mi piacerebbe creare un negozio al femminile e dare spazio alle mamme. In Italia spesso come madre lavoratrice o vivi una vita impossibile o sei discriminata, io vorrei creare un luogo di lavoro in cui le mamme possano portare i loro bambini, allattarli...come ho fatto io quando ho aperto il mio negozio».
Un sogno che per ora sembra lontano: «ma io non mollo, vediamo come va. Spero prima o poi che lo Stato si renda conto del valore di noi artigiani. Io sono stata fortunata perché ho potuto avere dei maestri bravissimi, i migliori. Non possiamo lasciare che questo sapere vada perso».
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