Gioco
Bus porto-stazione e i crocieristi spariscono
La navetta diretta per il treno ha fatto crollare le presenze in centro. E spuntano i pullman che dalla nave vanno a Porta a Terra
LIVORNO. C’è chi preferisce la Fortezza Nuova e un giro in barca lungo i canali della Venezia e chi invece pensa che il vero simbolo di Livorno sia il lungomare d’Ardenza con le sue ville in stile liberty. C’è chi punterebbe tutto sulla Terrazza Mascagni e chi su una foto scattata al tramonto dalla scogliera del Romito. E invece l’unica cartolina della città che alcune delle migliaia di turisti che quest’anno sono sbarcati dalle navi da crociera si sono portati in valigia, è la facciata semiellittica del centro commerciale Fonti del Corallo, coi suoi mattoncini rossi, le scale mobili, i corridoi illuminati e gli scaffali. Oppure un bello scatto di piazza Dante e dei giardinetti della stazione.
Perché è con la stazione e con Porta a Terra che una navetta ad hoc fa la spola quotidiana, ogni mezzora da mattina a sera, partendo dalle banchine su cui ormeggiano le love boat. E soprattutto facendo bypassare del tutto la città a quei crocieristi che hanno scelto di fare i turisti fai da te e hanno scartato escursioni organizzate a Firenze, Pisa e nel resto della Toscana.
Il servizio viene proposto da Aloschi Bros, uno dei principali tour operator italiani in ambito crocieristico. Ed è autorizzato, essendo Aloschi l’agente di riferimento della maggiorparte delle compagnie. Ma ciò non sposta di una virgola l’impatto che un’operazione del genere ha sulla città e la sua ricaduta pesantissima, sia a livello d’immagine che di ritorno, in primis sul commercio.
Quantificare quell’impatto per ora è difficile. Ancor di più riuscire a scindere il calo dei crocieristi in città legato alle navette per la stazione (e in misura molto minore per Porta a Terra) e quello legato ai 140mila passeggeri in meno registrati al 31 agosto sulle navi passate da Livorno. Anzi, secondo Porto 2000, il numero di coloro che quest’anno hanno utilizzato gli shuttle bus e dunque sono scesi in piazza del municipio, è in proporzione lo stesso dell’anno scorso, considerando chiaramente il 20% di crocieristi in meno passati dal nostro porto.
Tuttavia i segnali che arrivano da molti commercianti parlano di una riduzione ben maggiore degli affari. E Massimo Marini, dirigente di Confesercenti, conferma: «I fatturati sono ben al di sotto del 20% rispetto all’anno scorso. I nostri commercianti sostengono che il centro si sia svuotato ancora di più». Proprio ieri i consiglieri del Pdl Tamburini e Ciacchini parlavano di un calo del lavoro che ha toccato il 50%.
La questione è delicata e ha molte sfaccettature. Va anche detto che il servizio navetta per la stazione non è cosa nuova, mentre quello per Porta a Terra è nato la scorsa stagione ma essendo effettuato soltanto per le navi della Norwegian Cruise Line, che quest’anno hanno incrementato i passaggi, nel 2013 è stato più intenso.
Datata o non datata la questione è un’altra: com’è possibile che si permetta ad una serie di pullman di prelevare sotto nave migliaia di potenziali visitatori della città portandoli direttamente all’uscita di Livorno, cioè alla stazione, oppure proponendo loro di restare qui ma mostrandogli la faccia meno attraente (per un turista), meno caratteristica, e meno originale cioè quel quartiere di Porta a Terra che è un po’ come se a Pisa portassero i turisti in tour a Ospedaletto e a Firenze all’Osmannoro...
In ballo, come dicevamo, ci sono i tantissimi crocieristi che hanno rinunciato alle escursioni organizzate in giro per la Toscana, scegliendo di restare liberi. Alcuni di questi, certo, preferiranno andare a Pisa da soli, in treno, ma molti altri sono pronti ad improvvisare. E allora perché deviare il corso del fiume? E accompagnarli direttamente all’uscio anziché far fare loro il percorso tradizionale banchina-piazza Grande sullo shuttle bus, dando magari a molti lo spunto per restare in città e scoprire le vere cartoline di Livorno?
E se è palese e legittimo il business del tour operator (che vende il biglietto porto-stazione a 16 dollari), non si capisce dove sia il guadagno della città. Danneggiata da un sistema di regole su cui dovrebbe pretendere di metter le mani, e pure beffata nel momento in cui gli altri centri della Toscana sull’arrivo dei turisti stanno costruendo l’ennesimo pozzo di petrolio facendo pagare ad ogni pullman centinaia di euro per il solo fatto di metter le ruote sul proprio asfalto.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
