Il Tirreno

Livorno

«Vendiamo l’ex Feltrinelli per ripartire»

«Vendiamo l’ex Feltrinelli per ripartire»

Occhi puntati sulle case di Torretta: «Trattiamo con Poliarma per accelerare i lavori a Salviano 2»

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LIVORNO. Ieri, per tutta la giornata, i telefoni della sede di corso Mazzini hanno squillato a vuoto. L’unica voce di Edilporto raggiungibile è stata quella di un consulente, Andrea Ristori, che per il Consorzio sta curando la partita delle case di Torretta. È proprio a Torretta, tra via della Cinta Esterna e via delle Cateratte, che ora sono puntati gli occhi dei dirigenti. Il consorzio, infatti, come anticipato qualche giorno fa dal Tirreno, sta trattando la vendita dell’area che si trova di lato alla Caritas, con i relativi permessi a costruire. I terreni ex Feltrinelli, dove sono previsti più di 130 appartamenti, in un complesso che dovrebbe chiamarsi “I giardini della Dogana d’acqua”.

La speranza del consorzio è chiaramente di liberarsi di un po’ di mutui e impegni finanziari, in modo da far ripartire - almeno questo si legge nella nota inviata al giornale qualche giorno fa - i lavori a Salviano 2, fermi da più di un anno.

L’operazione vale quasi 30 milioni di euro. Dall’altra parte del tavolo si è seduta Poliarma, la cooperativa che costruisce case soprattutto per i dipendenti delle forze dell'ordine e delle forze armate, e che ha già più di 150 prenotazioni per appartamenti e villette in due lotti del Nuovo Centro.

«Il Consorzio Edilporto – confermano da Corso Mazzini – ha concesso alla coop Poliarma un periodo di tempo per raccogliere adesioni sull'iniziativa “I Giardini della Dogana D'Acqua”. Si tratta – sottolineano – di un preciso impegno assunto nei confronti del Consorzio tramite lettera d'intenti da parte di Poliarma che, raggiunti alcuni prudenziali requisiti, potrà subentrare al Consorzio nell'iniziativa».

Dove i «prudenziali requisiti» sarebbero l’ok finale della Cassa di Risparmi di Firenze.

«Le motivazioni per cui il Consorzio ha deciso di interessare Poliarma sull'indiscutibile ottimo progetto – scrivono ancora da Edilporto – vanno ricercate nella serietà finora dimostrata dal management di Poliarma e nella volontà del Consorzio di destinare i risultati dell'operazione all'accelerazione dei progetti in cantiere, primo fra tutti il Borgo di Magrignano, garantendo al contempo la salvaguardia dei livelli occupazionali». Più che di “accelerazione” si tratterebbe, appunto, di ripartenza. Con le famiglie che non ne possono più e la situazione che - si è visto ieri - si sta facendo esplosiva.

«Non si tratta – scrivono dal consorzio – dell'unica attività in essere per il conseguimento dello scopo: altre soluzioni, precedentemente avviate, stanno giungendo a maturazione e consentiranno il prossimo avvio degli improcrastinabili lavori del Borgo di Magrignano». Ristori parla di riscossioni di crediti, accensione di mutui. «La più rapida e positiva conclusione delle iniziative in corso, tra le quali Salviano 2 – chiude la nota – è un nostro obbligo morale e professionale, non una semplice ambizione».

Ma i lavori ripartiranno davvero, anche alla luce di quello che è accaduto ieri? Quando? Cosa c’è al di là delle parole? Ristori dice di non voler «creare aspettative», ma «sicuramente entro la fine dell’anno ripartiremo, tra pochi giorni forniremo un calendario degli interventi».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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