Il Tirreno

Livorno

Tre ragazzi non udenti senza sostegno in classe

di Carlo Fantoni
Tre ragazzi non udenti senza sostegno in classe

L’Ente nazionale sordi accusa: «Alle scuole superiori la Provincia garantisce solo due ore di assistenza, dobbiamo sopperire con i nostri volontari»

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LIVORNO. «Mercoledì tre ragazzi sordi hanno fatto il loro primo giorno di scuola. Erano completamente soli, è stato l'ente a mandare volontari: è una situazione tragica. È un problema di civiltà: mentre i ciechi e chi è affetto da disturbi motori riescono a laurearsi, ai sordi sono precluse le vie di accesso alle fonti».

Assunta Vania Vitolo e Letizia Biacchi sono due assistenti alla comunicazione, e ieri, dalla sede livornese dell'Ente nazionale sordi, hanno lanciato un accorato appello sui rischi che stanno correndo sette studenti audiolesi iscritti nelle scuole della provincia, facendosi portavoce, precisano, delle lamentele delle famiglie. “Alle medie – racconta Vitolo – ricevono un'assistenza di 8/10 ore settimanali: è il Comune che le garantisce. Quando passano alle superiori si ritrovano con grossi problemi, visto che la Provincia ne garantisce soltanto due. Alcuni istituti coi loro fondi riescono a finanziarne altre due, ma per quest'anno non c'è ancora niente di certo».

Strategie e modelli di comunicazione tramite tablet e pedana vibrante, e nei casi più complessi, per tre di loro, anche il linguaggio dei segni: questi sono gli strumenti che l'assistente alla comunicazione usa per abbattere le barriere comunicative e far sentire gli studenti audiolesi parte di un gruppo, consentendo loro di apprendere efficacemente al pari degli altri coetanei. «Il rischio – spiega Biacchi – è che se non adeguatamente supportati durante le lezioni, non essendo in grado di seguire, inevitabilmente sviluppano un senso di frustrazione e inadeguatezza per non sentirsi inseriti, che li porta a cercare altre forme per intrattenersi».

«Questo - aggiunge - spesso si traduce col disturbare i compagni e farsi così prendere in antipatia dagli insegnanti. Senza contare il deficit di apprendimento che sviluppano». L'ente nazionale sordi - viene ribadito - ha sempre cercato di sopperire alle carenze delle istituzione coi propri volontari, parallelamente si è anche mossa per risolvere il problema a livello politico, chiedendo fin da quest'estate un incontro al presidente Giorgio Kutufà.

«È stato demoralizzante sentirsi dire che era in ferie – dichiara Vitolo – poi che era in ferie la segretaria, e alla fine siamo stati ricevuti dall'assessore Mannucci. Anche se è una persona che si è sempre impegnata, le risposte che ci ha fornito sono state avvilenti: ci ha detto che le province stanno per scomparire, che comunque non è loro competenza, non abbiamo soldi e abbiamo fatto uno sforzo enorme per confermare le due ore settimanali dell'anno precedente. C'è una legge dello Stato, la 104 del '92, che garantisce l'integrazione nelle scuole delle persone handicappate: a questo punto non sappiamo chi deve farla rispettare».

« L'ultima spiaggia per questi ragazzi diviene così l'Asl: “L'assessore – conclude Biacchi – si è impegnata a fissare un incontro col nuovo direttore generale, nella speranza che loro riescano a trovare magari una parte dei finanziamenti dei necessari».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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