Il Tirreno

Livorno

Tra i soci spuntano i primi esposti

Tra i soci spuntano i primi esposti

Situazione esplosiva, tra accuse reciproche e richieste di aiuto

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LIVORNO. «C’è un problema sociale, il sindaco se ne faccia carico e gli uffici vigilino sul rispetto della convenzione stipulata col Consorzio Edilporto». Lo ripete Michele Lucarelli, portavoce del comitato che da tempo riunisce le famiglie del quartiere.

«Le famiglie continuano a pagare – si arrabbia – e il consorzio rimanda la palla verso le cooperative». Soprattutto quelle esterne che, disse lo scorso anno in commissione consiliare il presidente di Edilporto, Roberto Tognotti, scomparso qualche settimana fa, «ci devono almeno tre milioni di euro e per completare il Borgo di Magrignano ce ne servirebbero poco più di cinque...».

Fatto sta, riprende Lucarelli, che «da anni i problemi sono sempre gli stessi, le famiglie si stanno dissanguando e ancora non abbiamo trovato il bandolo della matassa».

Ecco perché tra i soci sono spuntati i primi esposti indirizzati alla procura. I diretti interessati dicono e non dicono, ci vanno con i piedi di piombo, «anche perché, in quanto soci, rischiamo di fare causa a noi stessi, ma la situazione sta diventando insostenibile, vogliamo vederci chiaro».

Intanto chiedono al Comune di intervenire in virtù della convenzione stipulata col Consorzio per le opere di urbanizzazione, come strade, ponti, tubazioni, casse di espansione. A garanzia di tutto, lo ricordiamo, ci sarebbe una fideiussione di 9 milioni che è stata appena rinnovata con una finanziaria che avrebbe un capitale sociale di 2,5. Dall’altra i vertici del Comune sottolineano però di poter entrare solo fino a un certo punto «in questioni che sono tutte tra privati, come allacci, pagamenti e contratti». Una patata bollente che rischia sempre più di esplodere.

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