Il Tirreno

Livorno

IL RACCONTO DI PAOLO

Mi hanno licenziato ma rinasco grazie all’amore per le bici

Mi hanno licenziato ma rinasco grazie all’amore per le bici

LIVORNO. Quarantasette anni, sorriso luminoso, sguardo ricco di energia e positività. Paolo Diotallevi è così: ricco di esperienza nel settore del commercio e con una forza di volontà indistruttibile....

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LIVORNO. Quarantasette anni, sorriso luminoso, sguardo ricco di energia e positività. Paolo Diotallevi è così: ricco di esperienza nel settore del commercio e con una forza di volontà indistruttibile. «Se sono felice? Sì, lo sono, il sorriso di certo non me lo può togliere nessuno nonostante le difficoltà», dice mentre ripara una ruota bucata nel suo negozio, aperto da nemmeno un anno, “Bici all’origine” in via C.Battisti 38/40.

Un’attività talmente curata nel minimo dettaglio che in molti stentano a credere che lì, all’angolo di via dell’Origine, Paolo, non solo venda, ma riparti anche le biciclette. «E invece è proprio così – afferma – Non solo lo faccio, ma sono anche veloce, di solito rendo la bici in giornata. Mi piace vedere le persone andare via con il sorriso, è stato il mio lavoro da sempre». Diplomato in odontoriatria Paolo fin da giovane si è subito lanciato nel mondo del commercio lavorando in diversi negozi di abbigliamento sportivo, facendo carriera in poco tempo e arrivando a dirigere negozi importanti catene come Tacconi e Adidas. «Un periodo bellissimo della mia vita, sarei un bugiardo a dire che a volta non mi manca...».

Un momento d’oro che si spezza nel 2011 quando il negozio per cui lavora Paolo, Cruce di via Ricasoli, chiude a causa della crisi e al suo posto viene aperto Tommy Hilfiger. «Sui giornali c’erano titoli trionfanti che nella nuovo negozio della multinazionale avrebbero assunto sei persone – racconta con amarezza – Io e i miei tre colleghi appena licenziati speravamo di essere presi in considerazione, ma solo hanno proposto un colloquio. Un’ulteriore beffa...». L’esperienza, la parlantina, la competenza e la gentilezza di Paolo non bastano. «Mi hanno illuso fino all’ultimo facendomi credere che era praticamente fatta per poi dirmi che per motivi di “policy aziendale” io non potevo essere assunto. Secondo me una vera presa in giro».

E così Paolo, allora 45enne, si trova senza lavoro «e con un figlio piccolo appena nato. Ho iniziato a inviare curriculum ovunque, ma è difficile rientrare nel mercato del lavoro superati i 40 anni. Mi sono iscritto a tutte le agenzie interinali possibili, nessuno mi ha mai chiamato per un colloquio. A un certo punto mi sono stufato di essere umiliato sentendomi dire che “ero troppo vecchio” e ho deciso di puntare su me stesso». Le delusioni, le porte in faccia, i silenzi, non piegano lo spirito combattivo di Paolo che decide così di lanciarsi nell’avventura di aprire il proprio negozio.

«Mi hanno aiutato i miei parenti – spiega – a cui renderò tutto appena potrò». Perché le bici? «Sono sempre stato uno sportivo – spiega – e il ciclismo è uno sport immediato che da mille soddisfazioni. Riparavo la mia mountain bike da solo quando ero più giovane e così ho pensato “proviamo”. Mi sono “allenato” per mesi nel garage di casa, quando ho visto che ero pronto mi sono lanciato».

È bravo Paolo e in poco tempo è riuscito a conquistare la simpatia di cliente e quartiere. «Anche perché sono riuscito – spiega – facendo un po’ di “casino in Comune” a far mettere una rastrelliera per bici sulla strada. Un successo per tutti». E ripete: «Sono felice, nonostante tutte le difficoltà sono ancora in piedi e non ho alcuna intenzione di mettermi a sedere».(l.m.)

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