Gioco
Il consorzio non paga Enel stacca la corrente
Cinquanta famiglie restano al buio e senz’acqua: ore di protesta in strada In serata si trova una tregua e torna la luce. Ma oggi Edilporto deve versare
LIVORNO. «Da oltre due anni il consorzio Edilporto ha un debito con Enel: in collaborazione con le istituzioni, la questione è stata affrontata in tutte le sedi opportune», ma «disatteso anche il piano di rientro sottoscritto il 14 giugno, dopo la riunione del 29 maggio in prefettura», Enel ha «eseguito il distacco della fornitura elettrica al consorzio». Tradotto: ieri il Borgo di Magrignano - meglio conosciuto come Salviano 2 - è rimasto al buio. Niente luce per una cinquantina di famiglie che ancora vivono con l’elettricità di cantiere. Ma anche niente luce nelle strade interne del borgo, dove le famiglie sono 450, e niente acqua ai piani alti, visto che le autoclavi hanno smesso di funzionare.
L’Enel ha staccato i contatori intorno a mezzogiorno: la situazione è tornata alla normalità - se così si può dire - solo alle 20.30, dopo che i residenti sono scesi in strada rallentando il traffico. E dopo una trattativa serrata tra la società e il vicesindaco Bruno Picchi, che ha garantito che stamani il Consorzio inoltrerà ad Enel almeno un primo bonifico da circa 10mila euro (raccolti tra consorzio e una coop).
La situazione è tanto delicata, quanto ingarbugliata e paradossale. Il Consorzio Edilporto, che da convenzione con Palazzo Civico è responsabile delle urbanizzazioni di Salviano 2, negli ultimi due anni ha accumulato con la società che fornisce energia un debito di circa 50mila euro. «I residenti – chiarisce una nota di Enel – non sono ancora allacciati alla rete elettrica perché oltre ad avere un debito sul pagamento delle fatture, il consorzio non ha ancora pagato gli oneri di allacciamento per consentire di stipulare i singoli contratti». Perché?
La maggior parte dei soci ha pagato fino all’ultimo centesimo: sia per la casa che per le bollette. Ma il Consorzio, che è titolare della fornitura di tutto il comparto e che di fatto non ha saldato il conto all’Enel, lancia la palla verso le singole cooperative che, a detta dei vertici, sarebbero morose (tanto che sono state presentate ingiunzioni e sono in corso sequestri e pignoramenti). Ma quindi chi non ha pagato chi? Dove sono finiti i soldi?
Lo chiedono le famiglie che ieri sono scese in strada: avanti e indietro sulle strisce pedonali di via di Salviano e via di Costanza, con il traffico che dalle 17 alle 20 è andato in tilt. Tra i manifestanti ci sono Roberto Ristori e Gabriele Bachini, residenti in via Romiti. Hanno fatto il rogito un anno fa, raccontano, ma hanno ancora la luce di cantiere. «Quando abbiamo comprato casa abbiamo versato anche i soldi per gli oneri e circa 3mila euro per tutti gli allacci che ancora non ci sono. In più negli ultimi mesi abbiamo accantonato una somma extra per l’energia di cantiere, che costa molto di più di quella normale: siamo arrivati a circa 6mila euro, per fare gli allacci a tutto il condominio alla cooperativa ne sarebbero serviti circa 7mila. Come è possibile che siamo ancora in questa situazione. Dove sono tutti i soldi che abbiamo pagato?». Parole simili da Lisa D’Echabur, che abita qualche strada più avanti. E da quanti sottolineano che «oltretutto nessuno, nemmeno il consorzio, ci ha avvisato che oggi sarebbe stata staccata la corrente». Eppure le autorità, dice la nota dell’Enel, lo sapevano da giorni...
Dopo l’ultima riunione in prefettura (29 maggio) Edilporto e le coop che costruiscono da anni nell’area avevano sottoscritto un accordo con l'impegno di stipulare un piano di rientro del debito con Enel entro il 30 giugno, cosa che è stata fatta il 14 giugno. Ma «dopo ulteriori passaggi istituzionali e tentativi di mediazione – ripetono da Enel – a inizio settembre abbiamo registrato che ancora il debito non era stato saldato e i termini dell'accordo erano stati disattesi». Ieri sera la luce è tornata, con la promessa che oggi il Consorzio, tra un assegno e l’altro, metterà insieme almeno 10mila euro. «Ma la situazione è appesa a un filo, Edilporto deve pagare», ripete il presidente della circoscrizione 4, Federico Pini, che si è trovato in strada a tamponare i malumori: «Questo quartiere sta diventando un dramma – chiude – per chi ci vive e per chi sta intorno».
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