Il Tirreno

Livorno

archivio di stato

Ex carcere dei Domenicani Il caso in Parlamento

LIVORNO. L’annosa vicenda dell’ex carcere dei Domenicani da destinare a nuova sede dell’Archivio di Stato sta per approdare in Parlamento e precisamente alla Camera dei Deputati. Ad annunciarlo è l’on...

2 MINUTI DI LETTURA





LIVORNO. L’annosa vicenda dell’ex carcere dei Domenicani da destinare a nuova sede dell’Archivio di Stato sta per approdare in Parlamento e precisamente alla Camera dei Deputati.

Ad annunciarlo è l’onorevole Maria Grazia Rocchi, eletta nelle file del Pd e componente della VII Commissione (Cultura, scienza ed istruzione) di Montecitorio, che fra pochi giorni presenterà un’interrogazione parlamentare per sapere dal ministero dei Beni Culturali quale sarà il futuro del vasto edificio incastonato nella Venezia Nuova: un fabbricato settecentesco la cui trasformazione è rimasta incompiuta dopo ben venticinque anni, mentre il ministero vi ha speso nel frattempo circa sei milioni di euro per i lavori di rafforzamento della struttura interna e per realizzare l’impiantistica, come ricordato nell'ampio servizio pubblicato sul nostro giornale alla metà di agosto.

L’iniziativa parlamentare dell’onorevole Rocchi arriva dopo il sopralluogo che ha compiuto martedì all’interno dell’antico edificio accompagnata dal direttore dell’Archivio di Stato, dottor Massimo Sanacore, che già ai primi del mese scorso le aveva chiesto un incontro per portarla a conoscenza della situazione. «Sono rimasta sconcertata – spiega l’onorevole Rocchi – dal fatto che una struttura di tale importanza sia stata praticamente lasciata a sé stessa. Qui non siamo davanti ad un ritardo, ma ad un abbandono. Ed allora si dica una volta per tutte quello che si vuole farne visto che ora come ora quell’edificio non serve a nessuno. Bisogna sapere insomma se il ministero intende portare a termine il progetto o ritiene di rinunciare trovando una soluzione alternativa. L’interrogazione che sto per presentare mira proprio ad ottenere chiarezza».

Ma il rilievo della parlamentare si spinge anche più in là: «Prima di tutto – asserisce senza mezzi termini – il progetto non ha preso in considerazione l’effettiva fruibilità dell’edificio per l’impiego prospettato ed abbiamo inoltre dei dubbi sugli interventi realizzati sino ad ora». Una delle criticità è infatti rappresentata dall’impossibilità di modificare la ripartizione interna dell’ex carcere di impianto ottocentesco e perciò soggetta a vincolo architettonico: in pratica le decine di celle ivi esistenti devono restare come sono rendendo però problematico l’inserimento di chilometri e chilometri di scaffalature. «Questa situazione di stallo – conclude – impedisce l'utilizzo di quel bene e, oltretutto, l’accessibilità ad una parte consistente del patrimonio storico documentario livornese che si trova da vari anni in un deposito a Perugia traducendosi in difficoltà di consultazione ed in spese per compiere le ricerche. A ciò va aggiunto il canone che l'Archivio di Stato deve pagare per la custodia in un'altra città di quegli importanti documenti».

Roberto Riu

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web