La protesta
«Altro che passerelle noi amiamo combattere»
Asia e Virginia, campionesse italiane di kickboxing nella loro categoria stanno per volare in Polonia agli europei: «La disciplina rende più belle»
LIVORNO. Giovani, belle, bellissime, tanto da poter fare le miss (una in effetti lo è stata, Miss Lido quasi tre anni fa), ma nelle loro ambizioni non ci sono passerelle illuminate bensì ring.
Asia Faccenda, 17 anni (iscritta al Cecioni), e Virginia Caroti, 15 anni (studentessa del Vespucci), sono infatti già campionesse italiane della loro categoria (kick light) di kick boxing e dopodomani partiranno per la Polonia per i campionati europei (cadetti e juniores). Una soddisfazione immensa per le due ragazze, per i genitori e per il loro insegnante, Patrizio Rizzoli, che ha visto crescere questi due giovani talenti dello sport. E a chi le guarda stupite chiedendo come mai abbiano scelto questo sport che nell’immaginario collettivo non brilla certo di femminilità rispondono: «Il kick boxing è uno sport da combattimento, certo, ma è molto meno violento di altre discipline che non vengono additate come “pericolose”. È più facile rompersi qualcosa giocando a calcio o a pallavolo che salire su un ring per un combattimento di kick».
Ormai amiche, visto il tempo trascorso insieme in palestra per gli allenamenti, Virginia e Asia si sono avvicinate a questa disciplina in tempi e modi diversi.
«Avevo visto per caso un combattimento di kick boxing in vacanza in Sardegna – racconta Virginia – e ne ero rimasta subito affascinata. Una volta tornata a Livorno mi sono un po’ informata, soprattutto grazie a un mio compagno di classe che ha il padre insegnante. Avevo fatto atletica leggera per molti anni, ma mi ero un po’ stufata e così ho deciso di cambiare. Da allora sono passati sei anni e non ho ancora trovato qualcosa che mi appassioni tanto come il kick boxing».
Asia al contrario dopo anni di pattinaggio artistico si è iscritta a kick boxing nella stessa palestra di Virginia (la Akiyama) 4 anni fa. «Ho deciso di provare un nuovo sport e mi interessava una disciplina che avesse a che fare con la difesa personale e così ho provato il kick boxing. E pensare che con me si sono iscritti anche la mia mamma e il mio papà...È stato per tutti un amore a prima vista».
Virginia e Asia si allenano almeno per un’ora ogni giorno. «Il vero momento magico di tutta la nostra giornata. Non solo è uno sfogo, ma anche vero e proprio divertimento. Certo che vogliamo vincere agli europei, ma nonostante il sano e ovvio agonismo durante le competizioni e l’impegno degli allenamenti le nostre ore in palestra erano, sono e saranno momenti felici e spensierati. È come casa nostra».
Già campionesse italiane della loro categoria (Virginia per i cadetti e Asia per i juniores) sono pronte alla sfida europea. Il nemico da battere? «Tutti se si vuole arrivare primi», scherza il loro maestro Rizzoli che non si lascia andare a pronostici.
Intanto Asia e Virginia sorridono e tengono a sottolineare: «Il kick boxing ci ha reso più belle, perché più sicure e consapevoli. È uno posrt basato sulla disciplina e l’impegno. Ci ha cambiate, ci ha rese migliori. Chi dice che è uno sport violento dovrebbe vedere conoscere chi lo pratica: siamo tutti atleti con i piedi per terra e la testa sulla spalle». Sogni per il futuro? «Diventare campionesse del mondo ovviamente», scherzano entrambe prima di dire: «Ancora nessuna delle due ha le idee chiare, c’è ancora tempo di certo continueremo gli studi e ci iscriveremo all’università, forse Isef, vedremo».
Intanto c’è un aereo per la Polonia che le aspetta e una medaglia da conquistare. In bocca al lupo, Virginia e Asia.
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