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Sottopasso, divieto contestato All’assemblea duello fra cittadini
Riunione infuocata dopo la petizione (con oltre 1700 firme) per riaprirlo ai motorini La circoscrizione 4: proviamo a riattivare il transito degli scooter ma a senso unico
LIVORNO. È diventata presto incandescente l’assemblea che alla circoscrizione 4, subito dopo la seduta del consiglio, ha aperto la discussione al contributo dei cittadini sulla petizione che chiede la riapertura del sottopasso di via di Salviano, chiuso dagli uffici comunali con un blitz a primavera. Se la petizione ha raccolto 1737 firme, all’incontro si è presentato anche un gruppo di cittadini che non vuole la riapertura.
Un vero duello: più volte il presidente della circoscrizione Federico Pini è dovuto intervenire per sedare gli animi, ricordando che i cittadini possono intervenire per confrontarsi con le istituzioni e non per litigare fra loro. «Lasci che vi chieda: dopo la chiusura – dice una signora – siete mai passati dal sottopasso con la bicicletta? Sono anziana, con quei pioli è così stretto che non riesco a muovermi. Non passano più neanche le carrozzelle!».
Problemi quotidiani, come i soldi spesi in più per la benzina consumata nel tragitto. «Ovunque ci sono rumori: non è stato giusto chiudere per l’inquinamento acustico quando sopra passa la ferrovia», dicono alcuni. C’è chi ha visto chiudere attività commerciali, perché ormai non ci passa più nessuno in quel tratto di strada e chi, come la titolare di un negozio di parrucchieri, sente il contraccolpo della crisi.
Ma insieme a chi protesta, perché chiudendo la zona al traffico si è creato un punto morto in cui la sera si ritrovano a bere («e non solo bere...»), vi è anche chi dice che prima non era possibile percorrere il sottopasso a piedi. «Porto la mia bambina a scuola e, quando era aperto al traffico, lei, tappandosi il viso con il grembiulino, mi chiedeva perché non riusciva a respirare e che cosa era quel puzzo»: lo dice un genitore di una alunna delle Collodi, a cui fa eco un altro babbo che specifica come il progetto, pensato vent’anni fa non sia più idoneo alle esigenze del momento.
Uno dei problemi principali, insieme all’inquinamento acustico è dato dalle polveri sottili. E fra chi dice di attenersi alle normative europee dell’ambiente e chi invece urla che la comodità del transito è più importante («se analizzassimo le vie della città dovremmo chiudere tutta Livorno al traffico»), interviene il consigliere Tramonti (Pd): «Ascoltando i problemi non posso che dire che entrambi hanno le loro ragioni. Certamente critico anche chi ha predisposto la chiusura del sottopasso senza avvisare prima la circoscrizione, ma a questo punto occorre trovare una soluzione che tenga conto dei rilevamenti Arpat e permetta la riapertura con sistemi fonoassorbenti e di areazione».
Pini richiama al fatto che dalla circoscrizione deve partire un «intervento politico» perché «non siamo qui per vagliare soluzioni strutturali che sono di competenza di tecnici». E aggiunge: «Non è il caso di non fidarci di un ente terzo come l’Arpat e insinuare che non abbiano svolto bene il loro dovere. I dati ci sono e esigono risposte. Adesso si tratta di trovare delle soluzioni, perché il problema non è stato risolto ma solo spostato verso via Lorenzini e via degli Etruschi che sono le più svantaggiate da questa situazione».
L’obiettivo della circoscrizione 4? Portare di nuovo all’attenzione pubblica la questione del sottopasso e invitare l’amministrazione a dare una risposta ai suoi cittadini. Intanto con il documento, approvato dalla maggioranza salvo due astenuti, si chiede che venga aperta in via sperimentale il transito del sottopassaggio ai motocicli in un solo senso di marcia, da Rombolino verso il centro, oppure siano installati dei pannelli fonoassorbenti.
«È una questione che si inserisce nel problema più ampio della viabilità della città», dice ancora Pini : «Si trovano in affanno le zone di periferia, che negli ultimi tempi sono state soggette a un netto incremento demografico».
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